L’Università agli studenti: «Lezioni in forma mista»

Il Dipartimento di scienze umanistiche e sociali ha già pubblicato un protocollo Informazioni chiare, anche sui social. Il direttore: «Garantito il diritto allo studio»

TEMPIO. «Esiste un protocollo sull’organizzazione delle lezioni ed è stato pubblicato la scorsa settimana, anche sui social. Bastava leggerlo e informarsi». La polemica aperta dagli studenti pendolari di Tempio e dell’alta Gallura iscritti all’Università di Sassari, Dipartimento di scienze umanistiche e sociali, si sbriciola contro il muro delle comunicazioni ufficiali a cura dello stesso dipartimento diretto da Massimo Onofri.

È proprio lui, il direttore, che ricorda che già dalla scorsa settimana è stato pubblicato il protocollo che disciplina lo svolgimento delle attività didattiche in presenza, a decorrere dal 1 ottobre 2021 e per tutto il primo semestre dell’anno accademico 2021/22. Il protocollo prescrive che le lezioni dovranno essere svolte in presenza in aula e che sarà data la possibilità di seguire le attività a distanza ad alcune categorie di studenti: soggetti fragili o con particolari disabilità, studenti in quarantena, studenti internazionali che non possono spostarsi dal Paese d’origine per motivi sanitari. Queste categorie di studenti possono fare richiesta al direttore di Dipartimento o al presidente della Struttura di raccordo, che può autorizzare la didattica a distanza. Inoltre, il protocollo prevede che tutti gli esami di profitto e di laurea sono da svolgersi in presenza (il numero di partecipanti sarà contingentato nel rispetto delle norme anti Covid). Sempre secondo il protocollo del Dumas è possibile prevedere il sostenimento degli esami a distanza per le stesse categorie di studenti che si trovano nelle condizioni già indicate. Per quanto riguarda l'attività didattica, il protocollo prevede che ogni studente debba prenotare il proprio posto in aula tramite l’app Uniss.

Lezioni in forma mista, dunque, in presenza e online. «Il nostro Dipartimento, insieme a quello di economia, si è battuto per l’organizzazione delle lezioni in modalità mista – spiega il direttore Massimo Onofri –. Siamo stati gli unici e riteniamo che questa sia la soluzione che più garantisce il diritto allo studio. Tutto è scritto e indicato con precisione nel protocollo. Questa polemica sollevata da qualche studente distratto o confuso, non ha ragione di esistere».

Gli studenti pendolari avevano segnalato la mancanza di informazioni certe da parte del Dipartimento di scienze umanistiche e sociali «per chi deve organizzare la propria vita scolastica lontano da casa».(m.b.)

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