La Nuova Sardegna

Olbia

«Sanità, si riattivino tutti i servizi essenziali»

di Giuseppe Pulina
«Sanità, si riattivino tutti i servizi essenziali»

I sindaci del distretto di Tempio incontrano la Asl. «Ecco le proposte per l’ospedale e il territorio»

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TEMPIO. Il semaforo è arancione. Né rosso e nemmeno verde. Perché sia verde e possa passare servirà il pass definitivo della Regione. La speranza che le proposte dei sindaci del Distretto vengano incorporate nel Piano sanitario regionale è, comunque, forte. E forte è anche la cautela con la quale se ne seguirà nei prossimi giorni l’iter. Lo sanno bene i sindaci del Distretto sanitario di Tempio che hanno preso in esame e condiviso un documento redatto dalla conferenza dei capigruppo del consiglio comunale tempiese, di cui, nei giorni scorsi, era stato fornita qualche anticipazione. Alla riunione convocata da Gianni Addis, presidente del Distretto, hanno partecipato i sindaci di Tempio, Luras, Calangianus, Aggius, Bortigiadas, Badesi, Trinità, Aglientu, Luogosanto, un delegato del sindaco di Viddalba e i capigruppo consiliari di Tempio (Alessandra Amic, Nicola Comerci, Alessandro Cordella e Franco Marotto). Ma, soprattutto, fatta eccezione per il direttore generale Marcello Acciaro, all’incontro hanno preso parte quasi al gran completo i vertici dell’Asl della Gallura: il direttore sanitario Raffaele De Fazio, il direttore del Distretto Antonio Cossu e il segretario della Conferenza, Leonardo Tilocca. Sindaci e capigruppo hanno sottoscritto il documento che contiene le richieste che il territorio intende presentare all’Asl. «In particolare - ha precisato il presidente del Distretto, Addis - l’immediata riattivazione dei servizi minimi essenziali, sia ospedalieri che territoriali, sospesi o ridotti negli ultimi anni, con la richiesta di riportare tali istanze in occasione della redazione del piano aziendale di prossima attuazione». Nel documento viene richiesta l’istituzione dei reparti di geriatria, terapia del dolore, il potenziamento del reparto di Riabilitazione, Rsa e dell’ospedale di comunità, inteso come servizio ulteriore e non sostitutivo del presidio ospedaliero di base. «Il futuro del Paolo Dettori risiede nelle cure delle post-acuzie, nella riabilitazione intensiva postacuzie e nei vari servizi di specialistica che necessariamente dovranno essere presenti a supporto». L’incontro è stato giudicato un momento di utile confronto che ha visto l’intervento di tutti i partecipanti. Tutti concordi nel presentare richieste considerate ragionevoli e irrinunciabili la cui realizzazione deve avere un carattere di estrema urgenza. Difficile dire ora quale sarà il risultato finale, anche se, come fa presente Gianni Addis, «i vertici Asl hanno recepito le proposte e assicurato il loro impegno affinché quanto prima si possano dare adeguate risposte ai cittadini del territorio, compatibilmente con le norme in vigore e nel rispetto di queste. Confidiamo che le istanze presentate nel documento possano essere adottate nell’atto aziendale». Le aspettative sono tante e nessuno pare però volersi illudere. La prudenza è dettata dalla consapevolezza che la vertenza della sanità territoriale sia davvero a un passo da scelte decisive e difficilmente revocabili.

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