Processo Grillo jr, il padre della seconda presunta vittima: «Da quella sera non è più la stessa»
Le testimonianze in aula al processo per la presunta violenza sessuale che sarebbe avvenuta nel luglio del 2019
Tempio «Mia figlia ha avuto attacchi d’ansia, si isolava, non era più la stessa». Si è soffermato a descrivere lo stato d’animo della figlia, il padre della seconda presunta vittima della violenza sessuale nel processo ripreso oggi, giovedì 7, nel tribunale di Tempio che vede imputati Ciro Grillo e i suoi tre amici genovesi Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria.
L’udienza si è aperta con l’audizione del padre dell’amica della principale accusatrice dei quattro imputati. Anche lei è parte civile nel processo: tre di loro, Grillo, Capitta e Lauria, sono accusati di aver fatto video e scattato delle foto a sfondo sessuale alla ragazza mentre dormiva sul divano nella casa di Beppe Grillo a Porto Cervo dove sarebbe avvenuta la presunta violenza sessuale di gruppo denunciata dalla studentessa Italo norvegese.
Oggi è stata sentita anche la sorella minore, all’epoca dei fatti 15enne (luglio 2019). L’udienza è proseguita con l’esame dello psichiatra specializzato in disturbi alimentari che ha in cura la principale accusatrice. Ha riferito che la ragazza si era rivolta a lui dopo il fatto e ha confermato i suoi problemi legati all’alimentazione conseguenti a un disturbo post traumatico. Ha riferito anche alcuni episodi. Non avrebbe però fatto cenno a tentativi di suicidio della ragazza.
Per domani in occasione dell’8 marzo è prevista una manifestazione delle associazioni femministe della Gallura che metterà al centro dell’attenzione il tema della vittimizzazione secondaria delle donne che hanno subito violenza.
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