La Nuova Sardegna

Olbia

Tribunale

Porto Cervo, industriale tedesca morta dopo un’iniezione: dopo tre anni il caso arriva dal gip

di Tiziana Simula
Sabina Illbruck, l’industriale tedesca morta a Porto Cervo
Sabina Illbruck, l’industriale tedesca morta a Porto Cervo

Sotto accusa un medico di Sassari. Il decesso di Sabina Illbruck causato dalla somministrazione di un antibiotico al quale era allergica

09 maggio 2024
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Porto Cervo Sabina Illbruck, membro del consiglio direttivo dello Yacht club Costa Smeralda e sorella dell’allora commodoro, Michael Illbruck, era morta il 12 giugno del 2021 nella sua casa, nel prestigioso condominio “Il Sestante”, a Porto Cervo. Per la morte dell’industriale tedesca è stato indagato il medico, Mario Cosso, 58 anni di Sassari, che quel pomeriggio era intervenuto nella sua abitazione chiamato dalla donna che avvertiva un forte dolore in seguito a un intervento odontoiatrico per l’asportazione di alcuni denti che aveva subito quando era in Germania, prima che arrivasse a Porto Cervo. Sabina Illbruck era morta poco dopo la somministrazione di un farmaco.

La consulenza medico-legale redatta dal consulente della Procura di Tempio ha accertato che l’industriale 61enne è morta per arresto cardio respiratorio da shock anafilattico causato dalla somministrazione endovenosa di un antibiotico a cui era allergica. A distanza di tre anni dal fatto, la vicenda è approdata  in tribunale.

La Procura di Tempio aveva chiesto l’archiviazione del caso. Ma il gip Caterina Interlandi, esaminati gli atti del fascicolo, non ha accolto la richiesta del pubblico ministero fissando l’udienza in camera di consiglio. Il procedimento è stato trattato oggi 9 maggio  davanti al gip Marco Contu.  Il difensore di Mario Cosso, l’avvocato Maurizio Serra, del foro di Sassari, ha chiesto al gip l’archiviazione sostenendo il corretto operato del medico.

L’avvocato Antonello Desini, che assiste i familiari di Sabina Illbruck, si è opposto all’archiviazione chiedendo che venga esercitata l’azione penale nei confronti del medico e ha depositato una memoria difensiva nella quale richiama le stesse anomalie riscontrate nella consulenza medico legale della Procura: tra queste, la scelta errata di somministrare quel tipo di antibiotico e di averlo fatto per via endovenosa.  Sarà ora il gip a decidere se archiviare o ordinare al pubblico ministero la formulazione del capo d’imputazione. 

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