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Olbia, tornano i campeggi abusivi: «Sono pericolosi e inquinano»

di Dario Budroni
Olbia, tornano i campeggi abusivi: «Sono pericolosi e inquinano»

I camper da Cala Saccaia al Lido del Sole. Carbini (Liberi): «Fermare il far west». Dieci mesi fa la tragedia di Bados

09 giugno 2024
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Olbia. Tavolini per strada e panni stesi con vista mare. E poi liquami nei tombini e barbecue vicino alla macchia mediterranea. La stagione estiva muove i primi passi ma il fenomeno dei campeggiatori abusivi ha preso il via già da un pezzo. Non proprio il massimo, sia dal punto di vista del decoro che della sicurezza. Camper e pulmini si materializzano quasi ovunque: nelle aree alle spalle delle spiagge, nelle pinete, ma anche nei parcheggi del centro città e dei centri commerciali. Da Pittulongu a Cala Saccaia passando per il Lido del Sole, il molo Brin e l’immancabile Mogadiscio. In città il dibattito è costantemente acceso e adesso a intervenire è il consigliere di minoranza Eugenio Carbini, del gruppo Liberi, che promette anche una interpellanza. «A Olbia il problema del campeggio abusivo è storico e con il passare del tempo sta peggiorando – sottolinea Carbini –. Purtroppo d’estate, ma non solo, il nostro territorio è preso di mira da campeggiatori che occupano senza scrupolo zone di altissimo pregio naturale». Solo la scorsa estate la città fu profondamente scossa da una tragedia, quando un bambino di poco più di 10 anni morì in un rogo scoppiato all’improvviso in un mini campeggio abusivo nella spiaggia di Bados.

La denuncia. In città non esistono aree attrezzate e i turisti che viaggiano a bordo dei camper si sistemano un po’ dove capita. «Un esempio lampante è la zona del Lido del Sole, dove ogni estate il campeggio illegale occupa gran parte del lido e della zona demaniale, fino alla battigia – sottolinea Carbini –. Ma anche Cala Saccaia e Pittulongu non sono luoghi esenti da questo tipo di abusivismo. Le conseguenze della tolleranza sono immaginabili. Innanzitutto la moltiplicazione di discariche abusive, ma anche un innalzamento della soglia di pericolosità di incendi, pensando alla micidiale combinazione di fuochi non controllati, bombole e combustibili di altro genere. A Olbia in particolare, purtroppo, ne sappiamo qualcosa». Il consigliere di Liberi chiede così alla giunta di far rispettare le regole: «In Sardegna la norma che disciplina il divieto di campeggio al di fuori delle aree attrezzate è severa ed è giunto il momento di farla valere per mettere fine a questo inaccettabile far west. L’argomento sarà certamente portato all’attenzione del consiglio comunale, con l’obiettivo di trovare una soluzione esecutiva per porre fine al fenomeno: il messaggio comune dovrà essere che Olbia non sarà più il paese dei balocchi dei campeggiatori abusivi».

La tragedia. Era il 31 agosto del 2023 quando alle spalle della spiaggia di Bados scoppiò il finimondo. Una tragedia impossibile da dimenticare. Tre famiglie stavano preparando il pranzo quando una fiammata improvvisa e fortissima, avvertita dai bagnanti come un boato, scatenò l’incendio che avvolse due camper e una roulotte e mandò in fumo i vicini cespugli della macchia mediterranea. In uno dei mezzi si trovava purtroppo un bimbo di 10 anni. Morì carbonizzato.

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