La Nuova Sardegna

Olbia

La tragedia

Arzachena, segni sospetti sul corpo di Ivan: l’autopsia accerterà la verità

di Tiziana Simula
Arzachena, segni sospetti sul corpo di Ivan: l’autopsia accerterà la verità

La Procura di Tempio vuole verificare le cause della morte. Responsabilità di altri?

10 giugno 2024
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Arzachena Sul corpo di Ivan Dettori c’erano dei segni sospetti. Segni che non sarebbero apparentemente compatibili col suicidio, e che il magistrato ha deciso di valutare più attentamente. L’attenzione della Procura di Tempio – che sulle cause della morte del 19enne di Arzachena ha aperto un’inchiesta – è rivolta a quei segni sospetti. A verificare la loro origine. E, quindi, ad accertare se dietro la sua morte possa esserci la responsabilità di altre persone. A questo quesito dovrà rispondere il medico legale che dovrà eseguire l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Mauro Lavra.

L’incarico è stato affidato al dottor Michele Usai. Ieri, 10 giugno, all’Istituto di medicina legale della Asl di Sassari è stata eseguita l’ispezione cadaverica esterna. L’operazione è stata sospesa e riprenderà domani, 12 giugno,  con l’autopsia e altri accertamenti. Il consulente tecnico nominato dalla Procura avrà trenta giorni di tempo per rispondere al quesito del magistrato: il medico legale dovrà accertare se sul corpo di Ivan Dettori ci siano segni o indizi che da cui desumere che la sua morte sia responsabilità di altre persone.

In poche parole: Ivan si è tolto la vita di sua volontà? O qualcuno lo vessava e lo molestava a tal punto da farlo disperare e costringerlo a compiere quel gesto estremo? O, ancora: qualcuno ha provocato la sua morte? I genitori della giovane vittima, rappresentati dall’avvocato Egidio Caredda, hanno nominato un loro consulente che assisterà all’autopsia. Questi ed altri accertamenti – come quello sul suo telefono cellulare e sulle corde sequestrate dopo il ritrovamento nelle campagne di Arzachena – serviranno a fare chiarezza sulle cause della morte e sul contesto in cui è maturata questa tragedia.

La Procura di Tempio indaga per due ipotesi di reato: atti persecutori e morte come conseguenza di altro reato. Al momento nessuno è iscritto nel registro degli indagati. La famiglia e altre persone sentite dagli investigatori hanno riferito che Ivan nell’ultimo periodo era triste, assente, non era più lo stesso, e agli stessi genitori, Domenica Pusceddu e Giovanni Dettori, il ragazzo aveva confidato di essere vessato. «Vogliamo sapere la verità», dice la sua famiglia.

Dalle prime indagini, risulta che Ivan Dettori è morto nel pomeriggio del 3 giugno, lo stesso giorno in cui ha fatto perdere le sue tracce. Quella mattina i suoi genitori l’avevano lasciato in casa quando erano usciti per andare al lavoro. Verso l’ora di pranzo il padre era rientrato, e lui non c’era più. Per cercarlo, era sceso in campo un massiccio dispiegamento di forze. Era stato ritrovato privo di vita tre giorni dopo, nel primo pomeriggio del 6 giugno, in località Sarraiola, a due chilometri e mezzo dalla sua abitazione. Suicidio, si è subito detto. Ma evidentemente sono emerse circostanze per le quali la Procura ha ritenuto necessario indagare in maniera più approfondita.

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