Folla a Luras per l’ultimo saluto all’ex sindaca Marisa Careddu
Il commovente ricordo di don Cosma Caria e l’affetto dei suoi ex studenti
Luras Non c’era certamente bisogno dell’ultimo saluto che il suo paese, e non solo, le ha dato per capire quanta stima, affetto, considerazione godeva Marisa Careddu, l’architetta, ex docente e sindaco per alcune legislature e che sino all’ultimo pensava di poter dare ancora tanto alla sua comunità. Il sagrato della parrocchiale Madonna del Rosario era gremito, risaltavano nell’attesa del feretro le fasce tricolori dei sindaci del territorio: Tempio, Telti, Calangianus, Viddalba, Aggius , Bortigiadas, Erula, Palau, Monti, Badesi. Il rosso del costume del minifolk Tamponeddu offriva un insolito contrasto con il bianco della tunica dei confratelli di Santa Croce. E mentre la bara veniva portata in chiesa, in un silenzio sacrale, la struttura architettonica del tempio illuminata dal sole faceva risaltare le arcate in granito, quasi a richiamare il sorriso di chi sempre le aveva apprezzate e amate.
Presiedeva la liturgia il giovane vicario parrocchiale don Cosma Caria, al suo lato l’amministratore apostolico don Andrea Domansky e fra i celebranti due ex parroci della comunità: don Umberto Deriu e don Sandro Piga, e due sacerdoti luresi, don Giorgio Deiana e don Efiso Coni. «Guidare una comunità è un compito di grande importanza - ha esordito don Oscar- che implica sinergie e scambi di competenze in tanti settori dalle sfumature sociali diverse.in campo sociale, religioso e della sicurezza: attraversando il mare di umanità che si ha davanti e di cui, ognuno per ciò che gli compete , è in parte responsabile. Nell'ascolto, nella comprensione, nella mediazione, nell' imparzialità, nel dovere di creare le condizioni del vivere sereno e pacificato della comunità».
Con sorpresa dei presenti ha svelato che quelle parole, quasi una strada a lui tracciata, gliele aveva rivolte, sette mesi fa sui social, proprio Marisa Careddu che aveva sottolineato “come il suo arrivo genera nuova speranza per la nostra comunità”. «Per me - ha detto il sacerdote - sono state, tanto più oggi, una coincidenza provvidenziale perché ogni parola proferita da una persona saggia ha il peso di qualcosa di infinito ed essenziale» . Ha ribadito che quello di Marisa «è stato un darsi, giorno per giorno, con passione e gratuità. E lo vediamo oggi rappresentato da chi è qui. E possiamo proclamare che l’ultima parola è l’amore e non la morte. Marisa ha creduto fortemente in Gesù Cristo e la sua esperienza è stata una esperienza di donazione. Con discreta solidarietà, lei sofferente, è stata vicina nel bisogno alle sorelle e allo stesso tempo era preoccupata dei fragili e dei giovani per cui voleva far qualcosa. Una testimonianza tutta da scoprire». Qualcosa vuol dire se una corona era della quinta B geometri del 2013-14, se era presente la bandiera della sezione ex combattenti di Aggius. Una infinità di rapporti che parlano di una grande donna che ha attraversato la politica per servire la sua gente fuori dalle sterili polemiche che a volte avvelenano i paesi. Fra le fasce tricolori dei sindaci quella della commissaria straordinaria Anna Maria Manca del Comune di Luras. Presenti anche i consiglieri regionali Roberto Li Gioi e Antonello Peru, Emiliano Deiana ex presidente Anci Sardegna, arrivati con il solo scopo di attestare un affetto e una stima verso una donna che al bene comune della sua comunità ha tenuto sino alla fine.