La Nuova Sardegna

Olbia

Tribunale

Turbativa d’asta nella vendita dell’ex palazzo delle ferrovie, il pm chiede l’assoluzione di Settimo Nizzi

di Tiziana Simula

	Olbia, l'ex palazzo dei ferrovieri 
Olbia, l'ex palazzo dei ferrovieri 

Il sindaco di Olbia a processo per una vicenda del 2021, sentenza il 6 giugno

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Olbia Per il pubblico ministero del tribunale di Sassari, Antonio Piras, non ci fu turbativa d’asta in occasione della vendita della vecchia palazzina delle ferrovie di via Vittorio Veneto, aggiudicata dal Comune di Olbia. Con la sua frase, il sindaco Settimo Nizzi non interferì nel regolare svolgimento della gara. E per questo, oggi 30 maggio, ha chiesto la sua assoluzione. Si avvia a conclusione nel tribunale di Sassari il processo nei confronti del primo cittadino di Olbia, accusato di presunta turbativa d’asta per una frase da lui pronunciata davanti al curatore fallimentare durante la vendita all’asta dell’ex palazzina Fs. Il fatto era avvenuto il 15 aprile 2021. Quel giorno, nello studio di Sassari del curatore fallimentare Alberto Ceresa, il Comune si era aggiudicato all’asta la vecchia palazzina delle ferrovie dove, nei programmi dell’amministrazione comunale, nascerà la casa dello studente. Un intervento già finanziato e particolarmente atteso dal quartiere di San Simplicio. Il Comune si era aggiudicato l’immobile per oltre 500mila euro spuntandola contro una società privata piuttosto agguerrita, la Ocean asset management srl di Roma, ma poco dopo, il giudice fallimentare Cecilia Marino aveva sospeso l’asta e annullato l’aggiudicazione dell’edificio.

La Procura di Sassari aveva indagato Nizzi, presente al momento della gara, per presunte interferenze in quanto aveva pronunciato la frase “intanto in quell’area non ci potrete fare niente”. In pratica, secondo le accuse, il sindaco aveva cercato di far desistere la società concorrente in lizza per l’aggiudicazione del palazzo. La frase verbalizzata dal curatore fallimentare Alberto Ceresa aveva convinto il giudice fallimentare a sospendere la vendita e a revocare l’aggiudicazione del fabbricato. Successivamente c’era stata una nuova asta in prosecuzione della prima, sempre davanti allo stesso curatore fallimentare, e in quell’occasione non c’erano altri concorrenti. L’immobile era stato, quindi, aggiudicato definitivamente dal Comune che da allora è il proprietario del bene. I difensori del sindaco Nizzi, gli avvocati Pietro Carzedda e Sergio Milia, nell’arringa difensiva hanno ribadito ciò che hanno sostenuto fin dall’inizio – linea che è stata condivisa anche dal pubblico ministero –. E cioè, la totale assenza dell’elemento soggettivo nel reato di turbativa d’asta. Ovvero, con quella frase il sindaco non voleva impedire o turbare la gara che, infatti, si è tenuta e conclusa regolarmente, con 16 rilanci, ma solo ricordare che la destinazione d’uso di quell’area era pubblica (lo è dal 1978) e che nessun privato avrebbe potuto realizzarci nulla. La sentenza del giudice Paolo Bulla è attesa per venerdì prossimo 6 giugno.

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