La Nuova Sardegna

Olbia

L’appello

Giulia e il rischio di uno sfratto: «Ho un figlio piccolo, aiutateci a non finire per strada»

di Mirko Muzzu

	La casa è invasa dall'umidità
La casa è invasa dall'umidità

Tempio, lei lavora poche ore al giorno, il compagno ha impieghi saltuari: «Viviamo con il fiato sospeso»

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Tempio Da mesi una famiglia di Tempio vive con la paura di finire in strada. È la storia di Giulia, giovane mamma, che insieme al compagno e al figlio di tre anni rischia lo sfratto dalla casa in cui abita, nei pressi dell’ospedale, in un dedalo di vicoli ciechi.

«Ho pagato l’affitto tutte le volte che ho potuto - racconta - ma sia io che il mio compagno abbiamo soltanto lavori saltuari. Ho un bambino piccolo e anche trovando un impiego stabile non saprei a chi lasciarlo». A rendere ancora più difficile la situazione c’è il caro affitti che pesa su tutta la città: «Una casa per tre persone non si trova per meno di quattro o cinquecento euro. Sono costi che non possiamo permetterci». Giulia si è rivolta più volte ai Servizi sociali del Comune, sperando in un supporto, magari in un alloggio popolare, ma finora senza esito. «Conoscono la nostra condizione, ho fatto domanda, ho chiesto aiuto, ma nessuno mi ha mai richiamata». Il compagno, in questo momento, lavora in un’azienda di Tempio con un contratto stagionale, ma con la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno rimarrà ancora una volta senza uno stipendio fisso. Lei, invece, riesce a garantire soltanto poche ore settimanali di lavoro: «In quelle ore porto mio figlio in un centro estivo, mi sono venuti incontro. Ma lavorare di più significherebbe dover pagare qualcuno che lo tenga e non potrei sostenerne le spese. Quando entrerà all’asilo, e poi alla scuola materna, forse sarà più semplice. Ma al momento la situazione è bloccata: non ho familiari che mi possano aiutare con il bambino e per questo mi è praticamente impossibile trovare un posto fisso». Ad aggravare tutto ci sono anche le condizioni dell’abitazione in cui vivono. «Non vorrei rimanere qui – spiega Giulia – la casa è in pessimo stato, con gravi problemi di umidità, e non è un ambiente sano. La camera da letto è impossibile da arieggiare: c’è una finestra che si affaccia solo sulla tromba delle scale dei vicini, senza circolazione d’aria».

Un contesto che, unito alla prospettiva dello sfratto ormai imminente, rende ancora più precario il futuro. Con l’esecuzione forzata alle porte, Giulia e la sua famiglia vivono ogni giorno con il fiato sospeso, temendo di non avere alternative. L’appello che rivolgono alle istituzioni è chiaro e urgente: servono un intervento concreto, una risposta reale, un aiuto immediato prima che sia troppo tardi.

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