La violenza di genere e i giovani: quasi uno su dieci giustifica lo schiaffo
I dati dell’indagine di Eurispes Sardegna: intervistati 1800 studenti sardi
Tempio Quattro giovani sardi su 10 ritengono che la violenza di genere sia un fenomeno di antica data e che, malgrado il clamore e l’orrore che suscitano i femminicidi, poco sia cambiato. Tre adolescenti sardi su 10, di fronte a un caso di violenza, decidono di non parlare del trauma subito con nessuno e men che mai (a farlo sarebbe solo il 7,7%) con un insegnante. Sono, questi, alcuni dei dati che emergono dall’indagine realizzata da Eurispes Sardegna sull’educazione alla parità e al rispetto tra gli studenti sardi. Dati che sono stati presentati in anteprima a una platea di liceali tempiesi e che sono il frutto di una ricerca condotta su un campione di circa 1800 intervistati.
A illustrare i dati nell’aula magna del liceo “Dettori-De André” di Tempio sono stati il direttore e segretario generale dell’istituto di ricerca, Gerolamo Balata, la sociologa di Eurispes Sardegna, Marisa Muzzetto, e la garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Puligheddu. L’indagine di Eurispes fotografa la visione che i giovani sardi hanno delle relazioni tra pari. Relazioni insostituibili, ma non sempre sicure, talvolta tendenzialmente tossiche. Si scopre, ad esempio, che chiamati a pronunciarsi su determinate forme di comportamento, quasi 12 sardi su 100 ritengano normale e giustificabile chiedere al proprio partner di modificare il modo di vestire perché ritenuto troppo provocante. Una fetta considerevole del campione non sembra poi avere una grande considerazione della privacy: il 13,9% ammette, infatti, di avere, seppure raramente, controllato lo smartphone del proprio partner per scorrere messaggi, contatti e foto. I relatori hanno parlato di “consuetudine” perché il 41,9% degli intervistati è solita far rientrare tale comportamento nell’ordine delle dinamiche per così dire “normali”.
L’indagine Eurispes porta, inoltre, in superficie di adolescenti affetti da crisi di gelosia. Il dato complessivo di chi pretende dal proprio partner di interrompere per gelosia una o più relazioni amicali riguarderebbe quasi 2 studenti su 10. Una percentuale simile (25%) è quella di chi dichiara di essere stato destinatario di violenza verbale da parte del partner. E, a proposito di molestie fisiche e non solo verbali, lo studio fa emergere dati che non possono non far riflettere. Se è vero che da 8 intervistati su 10 lo schiaffo è ritenuto un gesto irrispettoso e da stigmatizzare e segnalare, quasi uno studente su 10 sembra pensarla diversamente, riconducendo il gesto a comportamenti normali (7,1%) o a dimostrazioni di affetto. Un 8,8% ritiene poi che le circostanze in cui la violenza si è generata e consumata potrebbero renderla giustificabile. Chiama direttamente in causa il mondo degli adulti (famiglie e scuola) il dato relativo alla denuncia della violenza subita: di fronte a casi di bullismo, cyberbullismo, Revenge porn, aggressioni verbali e fisiche, il 31,1% si confida con i familiari, il 31,8% si rivolge a uno o più amici, il 7,7% cerca conforto e qualche buon consiglio dagli insegnanti. Tre su 10 metabolizzano la sofferenza in silenzio, non parlandone con nessuno e vivendo in solitudine il proprio disagio. È questo lo “zoccolo duro” di mondo giovanile che rende ancor più complesso il fenomeno oggetto di studio da parte di Eurispes Sardegna.
