La Nuova Sardegna

Olbia

La sentenza

Anziano adescato su whatsapp, narcotizzato e rapinato: condannata una donna

Anziano adescato su whatsapp, narcotizzato e rapinato: condannata una donna

Dopo aver pranzato con lui, gli aveva versato nell’acqua dei sonniferi

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Loiri Porto San Paolo Adescato, narcotizzato e rapinato. Era successo nel marzo 2025 a Loiri Porto San Paolo, vittima un anziano 78enne che era stato derubato da una giovane donna che dopo aver pranzato con lui, nella sua abitazione, gli aveva versato nell’acqua delle pastiglie di benzodiazepine e approfittando dello stato di sonnolenza in cui era sprofondato, gli aveva portato via il cellulare, la catenina in oro col crocifisso che aveva al collo, e 300 euro. La 34enne, di nazionalità tedesca, residente a Bastia Umbra, era stata rintracciata e arrestata dai carabinieri qualche giorno dopo aver messo a segno la rapina ai danni dell’anziano, invalido al 100 per cento. Processata con rito abbreviato, oggi  21 gennaio, è stata condannata a 6 anni di reclusione dalla giudice del tribunale di Tempio Federica Distefano, al risarcimento del danno e al pagamento di una provvisionale di 5mila euro. Anche il pubblico ministero Alessandro Bosco aveva chiesto una condanna a 6 anni di reclusione. Il pensionato era assistito dagli avvocati Gianluca Coronas e Giovanni Coronas del foro di Tempio, la 34enne era difesa dall’avvocato Giacomo Manduca, del foro di Perugia.

Dopo aver derubato l’anziano, la donna era riuscita a imbarcarsi su un traghetto e a lasciare la Sardegna, ma i carabinieri di Loiri Porto San Paolo erano riusciti a risalire alla sua identità, anche grazie alle immagini di videosorveglianza, e quando aveva rimesso piede a Bastia Umbra, i carabinieri del luogo avevano eseguito il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal procuratore di Tempio Gregorio Capasso.

Dopo l’udienza di convalida, la donna era stata messa agli arresti domiciliari. Chiuse le indagini, la Procura di Tempio aveva disposto nei suoi confronti il giudizio immediato. Oggi  la conclusione del processo con la condanna. La giudice l’ha ritenuta responsabile di tutte le accuse. La vicenda risale al 19 marzo del 2025. Secondo la ricostruzione dei fatti, la donna aveva adescato il pensionato su whatsapp e lo aveva convinto a pranzare insieme a casa sua. E dopo avere versato del sonnifero nel bicchiere, gli aveva portato via oggetti e soldi, allontanandosi, poi, in auto con la complicità di un giovane insieme al quale, la stessa sera, si era imbarcata sulla nave in partenza da Olbia per Livorno. L’anziano in stato confusionale, era stato accompagnato all’ospedale di Olbia dove era stata accertata l’assunzione di sostanze psicotrope. (t.s.) 

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