La Nuova Sardegna

Olbia

L’Isola Bianca

Olbia, il porto cambia pelle: cala il traffico passeggeri, boom delle crociere

di Marco Bittau
Olbia, il porto cambia pelle: cala il traffico passeggeri, boom delle crociere

Flessione anche nello scalo di Golfo Aranci. Il report dell’Autorità portuale

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Olbia Era dai tempi del Covid che il traffico passeggeri all’Isola Bianca non segnava il passo facendo registrare un saldo negativo rispetto all’anno precedente. L’Autorità portuale nel report 2025 ha rilevato una flessione del 4,5% a Olbia (circa 165 mila passeggeri in meno) e del 6,8% a Golfo Aranci (la perdita è di circa 35 mila passeggeri). Segnali d’allarme? Il 2025 è stato un anno nero? Non proprio, perché il dato negativo del traffico passeggeri di Olbia è stato abbondantemente compensato da quello sulle crociere, dove l’Authority invece ha registrato un clamoroso raddoppio (più 95%) che ha portato l’Isola Bianca a superare quota 185 mila crocieristi, mentre nel 2024 erano quasi 95 mila. Alla fine i conti tornano, ma forse bisogna cominciare a ragionare su un porto che lentamente ma inesorabilmente sta cambiando pelle, sempre più orientato verso il traffico turistico e un po’ meno verso quello commerciale.

Nel bene e nel male, Olbia è in controtendenza rispetto al dato di altri porti come Cagliari e Porto Torres. Sul fronte del traffico passeggeri, l’Isola Bianca perde il 4,5% mentre Cagliari e Porto Torres guadagnano rispettivamente 5% e 4% rispetto al 2024. Proporzioni inverse, invece, sul fronte delle crociere con Cagliari che segna il passo con la cancellazione di 13 scali e Olbia che fa la parte del leone con un più 95% rispetto all’anno scorso. Numeri da record (185 mila passeggeri rispetto al dato complessivo di 650 mila crocieristi in transito in Sardegna), che contribuiscono a ridefinire l’identità del maggiore porto gallurese. Il peso crescente del turismo è evidente anche considerando il traffico verso le isole minori o la Corsica, come la linea Santa Teresa Gallura-Bonifacio ma anche la Portovesme-Carloforte che fanno resgistrare un incremento del 4% rispetto all’anno precedente.

Questo nonostante la ben nota interruzione dei collegamenti nei mesi di dicembre e gennaio nel piccolo porto gallurese. A Cagliari, nel quartier generale dell’Autorità portuale, le valutazioni sono ottimistiche e la logica di sistema consente di compensare i numeri negativi di alcuni porti e le flessioni del mercato. «Al netto del saldo negativo sul versante passeggeri rispetto all’anno precedente, il consuntivo 2025, per il quale va evidenziata un’interessante crescita del volume di merci movimentate, può considerarsi sostanzialmente in linea rispetto alla media dell’andamento triennale – conferma Domenico Bagalà, presidente dell’Authority –. Senza entrare nel merito delle variabili di mercato che hanno inciso su questo bilancio annuale, è importante evidenziare come la compensazione del sistema portuale abbia comunque consentito un contenimento dello scostamento percentuale negativo e limitato le perdite a livello regionale». «È un sistema portuale solido – conclude il presidente Bagalà – che si conferma, ancora una volta, ai vertici della classifica nazionale per tonnellate di merci e primo, su dimensione mediterranea, per il volume di passeggeri su rotte superiori alle 20 miglia nautiche».

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