Bimbo di tre anni ha un disturbo dello spettro autistico di terzo grado, ma la Asl non paga le terapie – La denuncia
Santa Teresa, lettera dei genitori all’Azienda sanitaria gallurese: «Una violazione dei diritti fondamentali di nostro figlio, ma anche causa di danno evolutivo permanente»
Santa Teresa Le terapie del figlio di tre anni le stanno pagando da soli. Ogni seduta è una fattura, un conto che si somma al precedente. In attesa che la Asl Gallura risponda alle loro richieste di aiuto. Ma per Matteo – nome di fantasia –, una diagnosi di disturbo dello spettro autistico di terzo grado, il tempo è sviluppo, possibilità, futuro. La madre e il padre hanno scritto alla Direzione generale dell’azienda sanitaria chiedendo un intervento urgente. Nella lettera, protocollata il 10 febbraio, parlano di una «grave situazione» e spiegano di essere «costretti a sostenere interamente le spese per le terapie necessarie, poiché le prestazioni sanitarie da voi erogate sono state sistematicamente negate o rimandate».
Matteo ha iniziato le terapie nel novembre 2025. Interventi riabilitativi che, in età così precoce, richiedono continuità e tempestività. Nella comunicazione all’Asl i genitori richiamano l’articolo 32 della Costituzione e la legge 104 del 1992. «Questa situazione non solo rappresenta una violazione dei diritti fondamentali di nostro figlio, ma costituisce anche danno evolutivo permanente, data l'importanza di interventi precoci e mirati per il suo sviluppo». Da qui la richiesta formale di «una motivazione scritta riguardo al diniego o al ritardo nell’erogazione delle terapie necessarie. In mancanza di una risposta adeguata, saremo costretti a intraprendere ulteriori azioni legali per tutelare i diritti di mio figlio». (serena lullia)
