La Nuova Sardegna

Olbia

La svolta

Olbia, l’ex Artiglieria al Comune per 18 euro: diventerà un parco urbano

di Dario Budroni
Olbia, l’ex Artiglieria al Comune per 18 euro: diventerà un parco urbano

L’area di dieci ettari ceduta dalla Regione. L’amministrazione prepara il progetto di recupero

3 MINUTI DI LETTURA





Olbia Il polmone verde sotto il cemento della sopraelevata passa al Comune. Dopo un iter particolarmente complesso durato la bellezza di nove anni, l’area dell’ex Artiglieria Santa Cecilia entra a far parte del patrimonio comunale. È tutto scritto in una delibera di giunta che apre le porte al passaggio definitivo. Dieci ettari di storia e di verde che l’amministrazione acquisterà per 18 euro dalla Regione. Il prezzo è naturalmente simbolico e l’obiettivo, adesso, è quello di trasformare l’area in un nuovo parco urbano. A confermarlo è il sindaco Settimo Nizzi: «È un sogno che coltiviamo da tempo e che, adesso, possiamo finalmente realizzare. L’ex Artiglieria diventerà un parco con diverse attività. C’è anche l’idea di creare un parco avventura». Gli alberi di eucalipto, infatti, potranno essere sfruttati anche per realizzare zip-line, passerelle e piccoli ponti tibetani. Con l’acquisizione dell’area il Comune fa suo anche il grosso dei capannoni che, un tempo, facevano parte del complesso dell’ex Artiglieria. Non tutti, perché uno è affidato da decenni alla Soprintendenza e altri due sono stati ristrutturati dal Segretariato regionale del Ministero della Cultura, con lo scopo di realizzare uno spazio polifunzionale e museale dedicato alla storia di Olbia. «Un progetto, questo, che si sposerà sicuramente bene con ciò che abbiamo in mente noi» sottolinea soddisfatto il sindaco Nizzi. Resta da capire, nel frattempo, dove e come saranno sistemati i resti malandati delle navi romane che la Soprintendenza “custodisce” da anni in numerose casse lasciate all’aperto, sotto il sole e sotto la pioggia.

L’ex Artiglieria

È un prezioso pezzo di storia che la città ha sempre potuto ammirare da lontano. Basti pensare che qui, nel 1913, dopo un importante intervento di bonifica, fu realizzato un primitivo aeroscalo per dirigibili. Il nome? Semplice: Aeroscalo Terranova Pausania. Anni dopo – mentre in città cominciarono ad atterrare aerei e idrovolanti nel campo di volo Fausto Noce, nell’idroscalo Anfossi e nell’aeroporto Venafiorita – l’area fu infine trasformata in una gigantesca artiglieria disseminata di capannoni militari. Archiviati gli anni della guerra, l’Artiglieria Santa Cecilia venne quindi abbandonata a se stessa, restando però nelle mani del Demanio. Nei primi anni Duemila uno dei capannoni fu poi concesso alla Soprintendenza, che ha potuto quindi sistemare buona parte dell’immenso patrimonio archeologico della città. Compresi i resti delle navi romane (a parte le tre esposte al museo) trovati nel corso dello scavo per il tunnel. Dopo aver rischiato di fare una brutta fine a causa dell’allagamento dell’area nell’ alluvione del 2013, sei anni fa la Soprintendenza sistemò le casse contenenti gli antichissimi legni all’esterno, per permettere un intervento di ristrutturazione del suo capannone. Per via di alcuni intoppi i lavori rimasero incompiuti e a farne le spese furono le navi, che da allora si trovano ancora all’aperto. Questa la drammatica situazione documentata nel 2024 dalla Nuova Sardegna: legni marci, altri totalmente disidratati, melma, plastica sbriciolata ed etichette sbiadite. Un anno e mezzo fa dalla Soprintendenza avevano spiegato che, nel frattempo, le vecchie casse erano state sostituite con altre in vetroresina e i legni coperti con teli adeguati. Al momento ancora non si sa se i resti delle navi romane siano recuperabili o se tutto è andato tristemente perduto.

Il passaggio

Quel che è certo, adesso, è che la Regione ha ceduto al Comune il resto dell’ex Artiglieria per un totale di 18 euro (un euro per ogni struttura presente). L’iter aveva preso il via nel 2017 e, adesso, è una delibera approvata dalla giunta Nizzi ad autorizzare il Comune all’acquisizione definitiva. Alcuni capannoni saranno ristrutturati, mentre altri saranno demoliti anche per lasciare spazio a Rfi, che, nel frattempo, sta realizzando un nuovo ponte nel vicino attraversamento ferroviario sul Seligheddu e anche un cavalcaferrovia al posto dell’attuale passaggio a livello di via Portogallo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Le indagini

Finte aste giudiziarie e caparre sparite, perquisizioni della Guardia di finanza: coinvolti anche tre dipendenti comunali

Le nostre iniziative