Olbia, il sindaco dopo l’ordinanza anti-randagismo: «Non faccio morire gli animali, chi mi insulta sarà querelato»
Settimo Nizzi è finito al centro delle polemiche: «Chi vuole farsi pubblicità ha sbagliato persona»
Olbia Settimo Nizzi non ci sta a passare per il sindaco che lascia morire di fame i cani randagi della zona industriale. È vero, ha firmato una ordinanza che vieta ai cittadini di dare da mangiare agli animali senza padrone, ma in realtà l’obiettivo è un altro: catturarli, sterilizzarli, microchipparli e trasferirli nel canile. «Le guardie ecozoofile attirano gli animali nelle gabbie attraverso il cibo – spiega il sindaco –. Se la gente continua a dare da mangiare ai cani, invece, tutto questo diventa impossibile. Per questo ho firmato l’ordinanza». Ma niente da fare: per molti il messaggio che passa è che il Comune vuole far morire di fame i cani della zona industriale. Il caso è diventato presto nazionale e ad accendere la miccia dell’indignazione generale, poi degenerata nella gogna, è stato soprattutto l’attivista Enrico Rizzi. «Uno dei provvedimenti più disumani che abbia letto negli ultimi tempi» ha scritto sui social, senza però riportare il contenuto dell’ordinanza del sindaco. Poi l’invito diretto agli olbiesi: «Continuate a sfamare gli animali randagi». E infine: «Condividete questo post. Tutta l’Italia sappia cosa continua ad accadere ogni giorno in Sardegna agli animali». Nel giro di pochi minuti Settimo Nizzi è diventato un bersaglio virtuale. Offese, insulti pesanti e persone talmente indignate da invitare tutti gli italiani a non passare più le vacanze a Olbia. Insomma, la solita cloaca dei social alla quale il sindaco Nizzi risponde così: «I leoni da tastiera sappiano che saranno querelati. Non ci si può permettere il lusso di scrivere ciò che si vuole offendendo le altre persone».
L’ordinanza
Il sindaco è sicuro di aver fatto la scelta giusta. «Noi, come Comune, abbiamo siglato un accordo con l’Asl e il Cipnes – spiega Nizzi – perché tantissimi cittadini hanno vissuto situazioni di pericolo a causa del randagismo in zona industriale. A breve, lì, sarà anche aperta la nuova pista ciclopedonale. Così, come prevede la normativa, abbiamo deciso di intervenire attraverso le gabbie con il cibo all’interno. Gli animali vengono poi presi in cura dall’Ages, i nostri volontari che lavorano insieme all’Asl e alla Lida. A coloro che vanno a dare da mangiare ai cani abbiamo cortesemente chiesto di non farlo più, in modo che noi possiamo intervenire per prendere gli animali, vaccinarli, sterilizzarli e infine portarli nel canile della Lida. Il Comune di Olbia spende tantissimi soldi per il benessere degli animali. Ho la coscienza assolutamente a posto, ho due cani e nessuno può insegnarmi l’educazione».
Le querele
Settimo Nizzi – che nel bel mezzo della tempesta social è stato invece difeso dalla Lida, cioè l’associazione che gestisce il canile cittadino – annuncia poi di aver già dato mandato ai suoi legali di querelare chi ha utilizzato la tastiera per insultare lui e il Comune in generale. «Noi siamo persone serie – sottolinea il primo cittadino –. Ma vi pare che io voglia far morire di fame gli animali? Anzi, siamo noi che diamo da mangiare ai cani. Invito tutti coloro che hanno scritto certe cose a venire qui a Olbia per darci una mano. Soprattutto nel canile della Lida, che tratta benissimo i nostri cani. Se qualcuno pensa di farsi pubblicità, oppure di guadagnare denari dai like che riceve, ha sbagliato indirizzo e ha sbagliato persona. Se vuol venire qui, lo accogliamo e gli spieghiamo cosa stiamo facendo a Olbia. Ci dice come la pensa e noi gli raccontiamo come lavoriamo in città e gli mostriamo tutto ciò che abbiamo fatto. Che vengano qui i leoni da tastiera, che vengano a darci una mano».
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