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Olbia

A San Simplicio

Olbia, Nizzi elimina i parcheggi per combattere il degrado nel quartiere: cittadini in rivolta

Olbia, Nizzi elimina i parcheggi per combattere il degrado nel quartiere: cittadini in rivolta

L’ordinanza del Comune fa discutere: «Chiediamo un incontro con il sindaco»

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Olbia Come prevedibile, i residenti di San Simplicio e in particolare di via Fiume d’Italia non ci stanno. A mandarli su tutte le furie è l’ordinanza della polizia locale, voluta dal sindaco Settimo Nizzi, che per un anno cancella i parcheggi lungo la via. In questo modo, secondo il primo cittadino, sarà più semplice individuare chi ha trasformato via Fiume d’Italia – tra spaccio, risse e scene di degrado – nel luogo meno vivibile della città. Allo stesso tempo Settimo Nizzi ha annunciato controlli delle forze dell’ordine, la riqualificazione dei marciapiedi e il potenziamento dell’illuminazione pubblica. Ma i cittadini chiedono un confronto con il sindaco e si dicono anche pronti a scrivere al prefetto. Il motivo è questo: «Vietare per un anno la sosta delle auto non rappresenta una soluzione sufficiente né risolutiva».

«I cittadini e i residenti del quartiere di San Simplicio esprimono forte preoccupazione per l’ordinanza comunale che dispone, lungo tutta via Fiume d’Italia e su entrambi i lati della carreggiata, il divieto di fermata e di sosta – si legge in una lettera firmata dai cittadini –. Il provvedimento arriva dopo il grave episodio di violenza avvenuto nel quartiere, culminato nell’accoltellamento di un cittadino tunisino. Un fatto gravissimo, che non può essere minimizzato e che dimostra quanto la situazione richieda interventi urgenti, incisivi e realmente efficaci. Proprio per questo, tuttavia, i residenti ritengono che vietare per un anno la sosta delle automobili non rappresenti una risposta sufficiente né risolutiva. Le vetture regolarmente parcheggiate dai cittadini non sono la causa della violenza, del degrado o dei comportamenti illegali. Eliminare i parcheggi non farà scomparire chi crea disordine e insicurezza, eventualmente si rischierà soltanto di spostare il fenomeno nelle vie limitrofe, aggravando ulteriormente la situazione dell’intero quartiere».

«Da tempo, inoltre, gli abitanti assistono a provvedimenti che sembrano colpire gli spazi e i servizi anziché i comportamenti di chi non rispetta le regole – proseguono gli autori della lettera –. Si eliminano le panchine per impedire i bivacchi, si pensa di togliere i cestini perché qualcuno conferisce male i rifiuti, si limitano gli orari degli esercizi commerciali per contrastare l’abuso di alcol e ora si cancellano i parcheggi nella speranza di arginare la delinquenza. Seguendo questa logica, a essere progressivamente penalizzati sono proprio i cittadini onesti, le famiglie, gli anziani, i lavoratori e i commercianti che ogni giorno vivono e mantengono vivo il quartiere. A San Simplicio trovare un posto auto è già estremamente difficile. La soppressione della sosta per un intero anno, senza che siano state indicate soluzioni alternative, rischia di creare un disagio enorme. Molti residenti non sanno dove potranno lasciare la propria vettura, soprattutto nelle ore serali e notturne. La richiesta degli abitanti non è quella di difendere le automobili o di sottovalutare quanto accaduto. Al contrario, si chiede che la sicurezza venga garantita con gli strumenti adeguati: controlli quotidiani, in particolare nelle fasce orarie più critiche, presenza costante delle forze dell’ordine, illuminazione, pulizia, videosorveglianza e un serio progetto di riqualificazione urbana e sociale».

Secondo i residenti in via Fiume d’Italia «non è impedendo di sostare vicino alle proprie abitazioni che si allontanano le persone responsabili di comportamenti violenti o illegali». Per questo i cittadini chiedono al sindaco Settimo Nizzi e all’amministrazione comunale un incontro pubblico e immediato con una delegazione del quartiere, affinché vengano illustrate le reali finalità dell’ordinanza, le misure di sicurezza previste e le eventuali alternative destinate ai residenti. «Gli abitanti chiedono inoltre che venga promosso un incontro con il prefetto e con i rappresentanti delle forze dell’ordine, per affrontare la situazione di San Simplicio all’interno di un piano coordinato di sicurezza e per conoscere quali interventi concreti possano essere adottati a tutela della popolazione – si legge ancora nella lettera –. Qualora non arrivassero risposte rapide e soddisfacenti, i residenti intendono portare formalmente la questione all’attenzione della Prefettura, non con finalità polemiche, ma perché la sicurezza del quartiere non può più essere affrontata attraverso provvedimenti isolati che ricadono esclusivamente su chi vi abita.

Prima dell’entrata in vigore di un divieto così lungo e generalizzato, chiediamo che vengano individuati parcheggi alternativi, stalli riservati ai residenti, aree temporanee per la sosta o altre soluzioni concrete. Non si può chiedere ai cittadini di pagare le conseguenze di comportamenti che non appartengono loro. San Simplicio non ha bisogno soltanto di divieti: ha bisogno di controlli, ascolto, presenza istituzionale e di una vera riqualificazione. Se il Comune non sarà in grado di garantire risposte adeguate, i residenti chiederanno formalmente l’intervento del prefetto».

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