Olbia, il Pd all’attacco su via Fiume d’Italia: «Lasciate i parcheggi, contro il degrado serve ben altro»
Prosegue la polemica dopo il divieto di sosta deciso dal Comune
Olbia I cartelli sono posizionati e i cittadini avvisati. In via Fiume d’Italia, la strada più problematica di San Simplicio, a partire da domani, sabato 8 agosto, sarà vietato parcheggiare la propria auto. La mossa è del Comune e il motivo è noto: eliminare ogni tipo di nascondiglio per chi ha trasformato la strada in una piazza di spaccio e in un concentrato di degrado e violenza. Il sindaco Settimo Nizzi ha poi annunciato il rafforzamento dei controlli, il rifacimento dei marciapiedi e il miglioramento dell’illuminazione. Ma è il divieto di sosta e di fermata (della durata di un anno) ad aver mandato su tutte le furie i residenti. I cittadini si sono riuniti e hanno già chiesto un incontro al sindaco. A intervenire è anche il Pd, che boccia la decisione di cancellare i parcheggi e chiede invece un presidio fisso delle forze dell’ordine.
La critica
Il gruppo consiliare e il circolo del Pd, guidati dalla capogruppo Ivana Russu e dal segretario Pietro Spano, non ci stanno. «L’ennesima misura emergenziale e di facciata, del tutto inefficace per risolvere un problema complesso – dicono dal Pd –. Tutte le volte che in passato abbiamo sollevato il velo sul degrado in crescita in diverse zone della città, siamo stati sistematicamente accusati dalla maggioranza di non volere bene a Olbia. I fatti dimostrano quanto quelle denunce fossero fondate ed è evidente che far finta di non vedere i problemi non equivale a fare il bene della comunità. La situazione di via Fiume d’Italia, caratterizzata da fenomeni continui di spaccio, tossicodipendenza e bivacchi alcolici che iniziano sin dalle prime ore del mattino grazie alla vendita d’asporto nei locali vicini, è ormai al limite. Nell’ultimo consiglio comunale, la capogruppo Ivana Russu aveva portato all’attenzione dell’aula le forti preoccupazioni dei cittadini esasperati, chiedendo interventi mirati e straordinari. Tra le proposte avanzate il divieto temporaneo di vendita da asporto di bevande alcoliche per i locali della zona, la chiusura anticipata delle attività più problematiche e un’azione di contrasto strutturata. La risposta è arrivata solo a seguito dell’ennesimo gravissimo episodio di cronaca (un accoltellamento,
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