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Olbia

Il Cipnes Gallura

Olbia, migliaia di metri cubi di rifiuti: la discarica sarà sopraelevata

di Giandomenico Mele
Olbia, migliaia di metri cubi di rifiuti: la discarica sarà sopraelevata

Più spazio in due lotti. Evitato il consumo di nuovo suolo

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Olbia Più spazio per lo smaltimento dei rifiuti, senza allargare il perimetro della discarica e senza occupare nuovo suolo. È l’obiettivo del progetto presentato dal Cipnes Gallura per la sopraelevazione dei lotti 1 e 2 della discarica consortile per rifiuti non pericolosi di Spiritu Santu. Il consorzio ha avviato la procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, lo screening che dovrà stabilire se l’intervento debba essere sottoposto a una Via ordinaria. Il dato centrale del progetto è quello della nuova volumetria, con 99mila metri cubi aggiuntivi di rifiuti, al netto dei volumi destinati alla copertura giornaliera. La capacità supplementare verrebbe ottenuta solo aumentando le quote finali della discarica, dunque sviluppando l’impianto verso l’alto e mantenendo invariata la superficie occupata. Non sono previsti ampliamenti in pianta, nuove superfici, scavi nel terreno naturale o aree esterne al perimetro già autorizzato.

Il boom

Un aumento di altezza determinato dal boom di conferimento di rifiuti in Gallura, che tra la fine di aprile e inizio agosto ha raggiunto il suo record storico con oltre 18mila tonnellate di rifiuti, considerando secco e frazione umida. Significa il 5,2 per cento in più rispetto al 2025 e addirittura il 17,3 per cento in più rispetto al 2024. Una scelta dettata, soprattutto, dalla necessità di allungare la vita operativa dell’impianto davanti all’impatto delle presenze legate al turismo. Secondo la documentazione del Cipnes, infatti, i quantitativi conferiti a sono risultati superiori alle stime iniziali, determinando un utilizzo delle volumetrie disponibili più rapido rispetto alle previsioni. I lotti 1 e 2 si stanno quindi avvicinando alla saturazione in anticipo rispetto agli scenari originari. La sopraelevazione punta a garantire la continuità del servizio pubblico di smaltimento senza realizzare un nuovo corpo di discarica.

Il piano

Il progetto presentato alla Provincia Gallura interviene su un’infrastruttura relativamente recente. La nuova discarica era stata autorizzata attraverso il procedimento congiunto Via-Aia concluso con la determinazione provinciale 3946 del 2019. Il lotto 1 era entrato in esercizio nel 2022 e il lotto 2 nel 2025. Già nel 2023 erano state autorizzate alcune modifiche interne al primo lotto per ottimizzare la distribuzione delle volumetrie, senza aumentare la superficie occupata e senza modificare le tipologie di rifiuti conferibili. Anche con il nuovo intervento non cambieranno i rifiuti ammessi né l’impostazione generale dell'impianto. Resteranno sostanzialmente invariati i sistemi di impermeabilizzazione, raccolta e gestione del percolato, captazione del biogas e regimazione delle acque meteoriche. Saranno adeguate alle nuove quote soltanto le strutture direttamente legate all’altezza del corpo della discarica, come i pozzi per il biogas. Non è previsto neppure un vero e proprio nuovo cantiere, con la sopraelevazione che avverrà attraverso la prosecuzione delle normali operazioni di conferimento, abbancamento e copertura dei rifiuti. Sul fronte ambientale, la documentazione presentata dal Cipnes sostiene che l’intervento non determini impatti significativi aggiuntivi rispetto alla situazione già autorizzata. Per suolo e falda non sono previste nuove interferenze, poiché non vengono modificate le opere di fondo e le barriere di impermeabilizzazione.

Gli odori

Per atmosfera e odori lo studio afferma che non saranno introdotte nuove sorgenti emissive e che la modifica, avvenendo a parità di superficie e mantenendo gli attuali sistemi di captazione del biogas, non dovrebbe produrre un aggravio significativo delle ricadute atmosferiche o delle molestie olfattive. Continuerà inoltre ad applicarsi il piano di monitoraggio e controllo previsto dall’autorizzazione integrata ambientale, che comprende verifiche sulle acque sotterranee, percolato, biogas, qualità dell’aria, rumore, stabilità e sicurezza dell’impianto. Secondo la relazione, non sarebbero necessarie nuove misure di mitigazione rispetto a quelle già operative. La procedura ambientale rappresenta ora il passaggio decisivo. Lo screening non equivale all’autorizzazione definitiva dell'ampliamento ma serve a stabilire, sulla base delle caratteristiche del progetto e dei possibili effetti sull’ambiente, se la sopraelevazione possa proseguire nell'iter previsto oppure richieda una valutazione di impatto ambientale ordinaria. Per Spiritu Santu la questione assume un peso particolare anche alla luce della pressione stagionale sulla Gallura. L’aumento estivo della popolazione presente produce infatti forti oscillazioni nei quantitativi di rifiuti da gestire. Il progetto da 99mila metri cubi punta così a creare una riserva di capacità attraverso una soluzione che il Cipnes definisce interna all’impianto esistente, non una nuova discarica, dunque, ma l’innalzamento di quella già autorizzata, per assicurare continuità al sistema.

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