Stalker perseguita una donna per anni: lei lo inchioda con oltre 50 filmati
La Maddalena, divieto di avvicinamento e di dimora per un 48enne
La Maddalena Per anni ha trasformato i social in uno strumento di persecuzione. Entrava nei profili Facebook e Instagram della vittima, li utilizzava per sbeffeggiarla con allegorie, simboli e frasi inneggianti a Satana. E quando questo non bastava, passava dalla rete alla realtà: si presentava così ripetutamente davanti alla sua attività, rivolgendole battute, ironie e sarcasmo e arrivando a deriderla davanti agli stessi clienti. Una pressione continua, che ha finito per lasciare il segno sulla vita di una imprenditrice di La Maddalena. Paura, ansia e forti stati depressivi, fino alla destabilizzazione anche sul posto di lavoro.
Una situazione diventata insostenibile e dalla quale la donna ha deciso di uscire raccogliendo, episodio dopo episodio, le prove di quello che stava subendo. Ha iniziato a documentare le condotte dello stalker e a registrare le sue esternazioni sui social. Oltre cinquanta video e registrazioni che, messi insieme, hanno inchiodato il 48enne e sono finiti nella denuncia-querela presentata agli investigatori del commissariato di Porto Cervo, guidato da Valentina Piras. Un materiale consistente, che ha permesso alla polizia di ricostruire la vicenda e di documentarla nel dettaglio. I poliziotti hanno esaminato e annotato attentamente quel “dossier”, svolgendo gli accertamenti necessari e preparando un’accurata informativa per la Procura di Tempio. Il fascicolo è arrivato sul tavolo della pm Noemi Mancini, che, valutata la gravità dei fatti, ha chiesto l’applicazione della misura cautelare. A emetterla è stata la giudice del tribunale Federica Maria Distefano. Nei confronti del 48enne, di La Maddalena, difeso dall’avvocata Rosa Maria Cocco, è scattato così il divieto di avvicinamento alla persona offesa, accompagnato dal divieto di dimora nel Comune. La misura è stata eseguita dal commissariato di Porto Cervo nella serata di mercoledì 19 agosto.
Dopo le formalità di rito, l’uomo ha dovuto lasciare il territorio di La Maddalena e non potrà farvi ritorno. Il divieto è netto: se dovesse violarlo, per lui potrebbero scattare provvedimenti più severi. La storia raccontata agli investigatori descrive una persecuzione che si muoveva su due piani. Da una parte i social, utilizzati per colpire la donna direttamente attraverso allegorie, simboli e messaggi dal contenuto inquietante. Dall’altra la presenza fisica, sempre davanti alla sua attività, dove l’uomo non avrebbe mai spesso di provocarla e di deriderla anche di fronte ad altre persone. Per la donna, quella pressione aveva ormai invaso ogni spazio della quotidianità, fino a compromettere la serenità personale e professionale. La decisione di raccogliere le prove ha consentito agli investigatori di ricostruire una lunga sequenza di episodi e di dare concretezza alle accuse contenute nella denuncia. (s.p.)
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