La Nuova Sardegna

Olbia

L’inchiesta

Venti anni di violenze, arrestato l’uomo accusato di abusi sessuali sulla figlia

Venti anni di violenze, arrestato l’uomo accusato di abusi sessuali sulla figlia

La gip dispone la misura cautelare in carcere

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Olbia È stato arrestato l’uomo di 65 anni indagato dalla Procura di Tempio per violenza sessuale aggravata ai danni della figlia, oggi 28enne. A disporre la misura cautelare in carcere è stata la gip Federica Distefano. Le accuse si baserebbero sulla denuncia presentata dalla giovane e dal suo compagno, che si sarebbero rivolti ai carabinieri per denunciare i fatti. La vicenda sarebbe avvenuta in un Comune della Gallura, dove il 65enne e la figlia vivono in due abitazioni diverse: lei con il suo convivente e i loro figli.

Secondo l’ipotesi accusatoria, le violenze sarebbero cominciate quando la ragazza aveva 6 o 7 anni e si sarebbero protratte per oltre vent’anni, fino a poco tempo fa. Gli abusi sarebbero avvenuti prima nell’abitazione familiare e successivamente nella casa dove abita con il compagno. Anni di abusi che si sarebbero consumati in un clima di assoggettamento e paura. Il padre le avrebbe ripetutamente detto che, se avesse raccontato quanto accadeva tra loro, avrebbe «distrutto la famiglia».

La giovane avrebbe così subito in silenzio, in uno stato di sottomissione di fronte alla figura paterna, fino a sviluppare, secondo l’accusa, una condizione di prostrazione psicologica tale da farle ritenere anche da adulta che quei rapporti sessuali fossero normali e inevitabili. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, la ragazza non avrebbe raccontato a nessuno ciò che sarebbe accaduto tra le mura domestiche, neppure quando aveva incontrato il suo compagno di vita. L’uomo, sempre secondo le accuse formulate in base alla denuncia, avrebbe approfittato di lei anche mentre era in stato di gravidanza. Tra le aggravanti contestate ci sarebbero l’aver commesso la violenza ai danni della figlia quando era minorenne, l’aver abusato di lei anche durante la gravidanza e l’aver determinato, attraverso la ripetizione delle condotte, quello stato di totale prostrazione psicologica. L’uomo è difeso dall’avvocato Nino Vargiu.

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