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Olbia

L’inchiesta

«Se parli distruggi la famiglia»: padre indagato per oltre vent’anni di abusi sulla figlia

«Se parli distruggi la famiglia»: padre indagato per oltre vent’anni di abusi sulla figlia

La Procura di Tempio indaga su un 65enne gallurese: le presunte violenze sarebbero iniziate quando lei aveva 6 o 7 anni e proseguite fino all’età adulta

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Olbia Sarebbe stata violentata per oltre vent’anni da suo padre. Costretta a soddisfare le sue richieste nel silenzio, perché se avesse raccontato a qualcuno cosa accadeva quando stavano in casa da soli, «avrebbe distrutto la famiglia», gli ripeteva continuamente lui. È una storia terribile ed estremamente delicata quella su cui sta indagando la Procura di Tempio, con accuse pesantissime nei confronti di un uomo di 65 anni, gallurese, indagato per violenza sessuale aggravata ai danni della figlia che avrebbe costretto a subire e a compiere atti sessuali fin da quando aveva 6, 7 anni.

Il fascicolo è stato aperto di recente, l’attività investigativa è in pieno svolgimento: si cercano riscontri alle accuse. Nei giorni scorsi, il sostituto procuratore Sara Martino ha disposto una perquisizione nell’abitazione dell’uomo: i carabinieri di Tempio hanno sequestrato il telefono cellulare dell’uomo e un computer alla ricerca di video e immagini da cui potrebbero emergere elementi utili alle indagini. Al momento nei confronti dell’uomo, difeso dall’avvocato Nino Vargiu, non è stata applicata nessuna misura cautelare.

Teatro delle presunte violenze sessuali, un comune della Gallura dove vivono, in due abitazioni diverse, il 65enne indagato, e la figlia, ora 28enne, col suo convivente e i loro figli. Secondo l’ipotesi accusatoria, le molestie e gli atti sessuali sarebbero cominciati quando lei era una bambina e sarebbero proseguiti fino a poco tempo fa, quando la vicenda è venuta alla luce e il convivente della donna si è rivolto ai carabinieri per denunciare i fatti. Le violenze si sarebbero ripetute nel tempo facendo precipitare la giovane in uno stato di prostrazione psicologica tale da farle ritenere, anche quando era diventata adulta, che quei rapporti sessuali col padre fossero normali e inevitabili. Sarebbe cresciuta così, senza mai raccontare a nessuno cosa accadeva tra le mura domestiche con suo padre, neppure quando aveva incontrato il suo compagno di vita. Secondo le accuse della Procura, l’uomo, avrebbe approfittato della figlia anche mentre era in stato di gravidanza.

Quand’era piccola le violenze sarebbero avvenute nell’abitazione familiare e successivamente nella casa dove viveva col suo compagno. Anni di abusi che si sarebbero consumati in un clima di assoggettamento e paura che impedivano alla giovane di reagire e opporsi al padre anche perché lui, secondo quanto emerso finora, per impedirle di parlare le diceva che se avesse rivelato quanto accadeva tra loro avrebbe mandato in frantumi la famiglia. Allora lei subiva in silenzio, in preda a uno stato di sottomissione di fronte alla figura paterna che le impediva di capire cosa le stava accadendo realmente.

Queste sono le ipotesi di reato sulle quali indaga la Procura di Tempio che muove nei confronti dell’uomo una serie di aggravanti: l’aver commesso i fatti ai danni della figlia, anche quando era minore, e di aver abusato di lei anche quando era incinta, e di aver determinato nella giovane, a causa della ripetizione di queste condotte, uno stato di totale prostrazione psicologica tale da farle ritenere, anche quando era diventata adulta, che i rapporti sessuali col padre fossero normali e inevitabili.

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