Scuola in Sardegna, 5.600 studenti in meno e un docente su quattro è precario
Il 16 settembre suona la prima campanella: nell’isola nove autonomie in meno, personale Ata coperto solo per il 35,6% dei posti vacanti e metà dei docenti di sostegno precari
Sassari Giusto il tempo di guardare il calendario ed è già settembre. Già odore di cartoleria. Già zaini da riempire di nuove grane che si aggiungono alle solite. Tipo che la Sardegna il 16 settembre, al primo trillo della campanella, avrà nove autonomie in meno. E anche 5.600 banchi vuoti in più.
Ci sono le belle storie, i prof eccezionali capaci di far innamorare gli studenti di una disciplina, le menti brillanti della classe dirigente di domani, le esperienze formative che segneranno per tutta la vita. Ma nero su bianco si parte con più di qualche problema. Con dirigenti impegnati a destreggiarsi tra istituti sparsi in più comuni. Con docenti sempre più a tempo, cioè con la data di scadenza sulla fronte. I nuovi prof hanno giusto il tempo di imparare tutti i nomi e cognomi dell’appello e che non gli venga in mente di affezionarsi troppo alle classi: perché tanto a giugno devono lasciare il posto a chi verrà dopo. Il personale ata, poi, cioè chi sta negli uffici amministrativi o chi tra i corridoi, gli amati bidelli: in Sardegna sono meno della metà di quelli che servirebbero.
Prof precari Negli ultimi otto anni la popolazione studentesca sarda ha perso 35mila iscritti. «Ne stiamo perdendo seimila ogni anno e questo calo demografico potrebbe essere visto dal governo come un’occasione per riorganizzare la scuola sarda e stabilizzare molte posizioni, ma non è così», riflette Alessandro Cherchi, segretario regionale di Uil scuola. La diminuzione di studenti per ora non taglia di conseguenza i docenti, «quest’anno il numero dell’organico non è stato modificato», ma il vero problema è quello delle assunzioni definitive. «Nella nostra regione, un docente su quattro è precario. Sugli insegnanti di sostegno, uno su due. Per il comparto pubblico è una proporzione di una gravità estrema».
Addio bidelli Giovanna Fadda, segretaria regionale di Cisl scuola, prende direttamente le tabelle: il contingente di docenti autorizzato per la Sardegna per il nuovo anno è di 1.432 posti, a fronte di 1.371 posti effettivamente vacanti («il dato positivo è l’ampiezza del contingente, la criticità è che non tutte le autorizzazioni si trasformano in stabilizzazioni»). Per il 2026/27 risultano 1.178 posti vacanti regionali di personale ata e qui il contingente autorizzato è di sole 419 unità («una copertura pari al 35,6 per cento, poco più di uno su tre»).
(Poco) sostegno È chiaro, evidenzia Fadda, che per quanto riguarda i prof il punto è che «mancano i posti in pianta stabile. Sistematicamente assistiamo a insegnanti con assegnazioni sino al 30 giugno o nei migliori casi al 31 agosto». Qualcuno in queste settimane, per cercare una cattedra definitiva, «ha partecipato ai concorsi della Lombardia o del Piemonte». Un bel cambio di vita. Qualcuno la vita se la fa stravolgere dal precariato: «Un’amica docente di Fonni nell’ultimo anno ha insegnato ad Arzachena. I docenti ormai sono prima di tutto dei viaggiatori». Chi si dedica al sostegno sta peggio di tutti, «continua a essere vista come un’emergenza e non vengono garantite figure che diano continuità», bacchetta Cherchi di Uil. In Sardegna ci sono «attualmente più di 9mila studenti certificati» che hanno bisogno di essere seguiti da «settemila» insegnanti. Il punto è che «solo il 60 per cento è davvero specializzato» e «almeno 3mila posti» vanno avanti con deroghe fino al 2027.
Tagli Il taglio del personale ata rientra in qualche modo nel dimensionamento scolastico. Nell’ultimo triennio via 38 autonomie, passando da 270 a 232. Accorpamenti a catena secondo il piano del ministero. E altre nove in meno per il 2026/27: aIglesias l’accorpamento dell’istituto “Baudi di Vespe” e con l’istituto “Asproni”. A Nuoro il liceo “Asproni” è con il liceo “Satta”. Ad Arzachena non più due istituti comprensivi ma uno, così a Nuoro. Quello di Orgosolo viene unito a Oliena. Il comprensivo di Bari Sardo ora sarà il comprensivo “Bari Sardo-Tertenia”. Quello di Palau va con Santa Teresa. A Ilbono l'istituto comprensivo “Deledda” finisce accorpato all'istituto di Lanusei. Quello di Thiesi è accorpato a quello di Pozzomaggiore.
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