La Nuova Sardegna

Le indagini

Angelo Ratti, spunta un nuovo video sulla notte della presunta aggressione omofoba a Porto Istana

di Tiziana Simula
Angelo Ratti, spunta un nuovo video sulla notte della presunta aggressione omofoba a Porto Istana

Le immagini mostrano alcuni momenti precedenti agli scontri. La vittima: «Sono la parte lesa, il video lo conferma»

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Olbia Un video pubblicato sui social dal giornalista Salvo Sottile riaccende la discussione sull’aggressione ad Angelo Ratti avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 agosto nella spiaggia di Porto Istana. Il 39enne di Milano organizzatore di eventi del “Biscotto della fortuna”, un collettivo di musica di estrazione queer, aveva denunciato di essere stato vittima di un brutale pestaggio a sfondo omofobo. Le immagini, consegnate da alcuni turisti presenti all’evento che si era svolto quella sera, mostrerebbero, secondo il giornalista, una situazione più complessa rispetto alla ricostruzione fornita da Angelo Ratti. Si vede il 39enne che urlando si avvicina a un uomo che lo spintona per allontanarlo. E da lì scatta la rissa che coinvolge diverse persone intorno. Si è trattato di un’aggressione omofoba contro Ratti e il suo gruppo, come denunciato dall’influencer, oppure di una rissa tra due gruppi nata dopo una lite? Si domanda il giornalista.


Di sicuro sull’aggressione avvenuta a Porto Istana c’è un’indagine in corso. Angelo Ratti ha presentato denuncia e saranno ora gli investigatori a stabilire cosa sia realmente accaduto quella notte. A occuparsene è la polizia di Olbia. Che dovrà accertare l’origine dell’aggressione e ricostruire i fatti, vagliando anche le immagini di questo video che potrebbe fornire agli investigatori nuovi elementi.
«Io sono la parte lesa e quel video lo conferma, non lo smentisce», ribadisce Angelo Ratti. Concetto rimarcato dall’avvocata Franca Fenu, del foro di Oristano, che assiste il 39enne insieme all’avvocato Giuseppe Pinna. «Quel video rappresenta solo un piccolo segmento rispetto all’accadimento e alla sequenza dei fatti, e piuttosto che smentire la ricostruzione fornita da Angelo Ratti, immortala uno spintone in seguito al quale lui cade, riportando lesioni. Poi, i contorni della vicenda, le circostanze, l’apporto di ciascuna persona coinvolta e le eventuali responsabilità, saranno oggetto di indagini», dice l’avvocata Fenu.
A distanza di giorni, la vicenda continua ad avere una grande risonanza mediatica. Era stata denunciata sui social dallo stesso Angelo Ratti che col suo gruppo aveva organizzato una serata musicale al Kando beach, seconda tappa di un breve tour nell’isola. «È stata un’aggressione omofoba premeditata», aveva detto, postando alcune foto in cui appariva con la testa fasciata, gli occhi gonfi e lividi dappertutto. Aveva raccontato di essere stato pestato da un folta schiera di giovanissimi che lo avrebbero colpito con calci, pugni e sassate. Uscito dall’ospedale aveva presentato, poi, anche formale denuncia (e integrazione di denuncia) alla caserma dei carabinieri. Qualche giorno dopo era ripartito.
«Ho il timpano rotto», ha ribadito anche ieri. Ma l’attenzione sulla vicenda è ancora alta. E dopo la pubblicazione del video che prospetta una ricostruzione diversa rispetto a quella fornita dalla vittima, lo è ancora di più. Mentre la società Kandobeach, proprietaria del chiosco sulla spiaggia, in prossimità del quale, sarebbe avvenuta l’aggressione, ha preso immediatamente le distanze da quanto accaduto dando mandato a un legale per tutelare la propria immagine e la propria reputazione rispetto a ogni accostamento alla vicenda. In una nota diffusa dall’avvocato Sergio Deiana, la società invitava gli organi di stampa «a distinguere rigorosamente la posizione della società dalle eventuali condotte personali, ancora oggetto di accertamento, e ad astenersi da rappresentazioni idonee ad attribuire a Kandobeach responsabilità, orientamenti o comportamenti che non le appartengono».
 

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