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Il progetto

Pastoralismo sardo, alleanza con la Corsica per far rivivere la transumanza: «Riportiamo i pascoli a Monte Pino»

di Lorenzo Musu
Pastoralismo sardo, alleanza con la Corsica per far rivivere la transumanza: «Riportiamo i pascoli a Monte Pino»

Il gemellaggio per favorire la tutela di ambiente e tradizioni locali

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Telti La transumanza per rimanere legati alle origini e guardare al futuro. Il rilancio del pastoralismo sardo passa anche da Monte Pino, simbolo storico dell’allevamento teltese e che si appresta a diventare riserva naturale. Un progetto pilota che, grazie al gemellaggio con la Corsica, mira a riportare l’agro-ecologia e la storica pratica di migrazione delle greggi sul monte gallurese. «Monte Pino è un segno importante della transumanza, con tanti siti e toponimi che ci riportano ad una storia antica del dopoguerra», spiega Matteo Sanna, assessore alle Attività produttive del Comune di Telti. L’evento, organizzato dall’amministrazione nella mattinata di oggi, lunedì 28 settembre, dal Comune di Telti in collaborazione con la Pro loco in aula consiliare, si allinea al piano di valorizzazione e promozione di Monte Pino partito nei mesi scorsi, finanziato dalla Regione Sardegna e operato da Forestas nel contesto della Rete escursionistica della Sardegna (Res).

Alla tavola rotonda hanno partecipato il coordinatore del progetto pilota e sindaco di Arghjusta e Muricciu Paul-Jo Caitucoli, il sindaco di Mamoiada Luciano Barone, il segretario particolare dell’assessore all’Agricoltura Regione Sardegna Paolo Ledda, l’assessore alle Attività produttive del Comune di Aymavilles (Val D’Aosta) Jean Uroni, il direttore servizio territoriale Forestas di Tempio Salvatore Mele, il presidente dell’associazione Ambiente mare Italia Alessandro Botti e l’ideatore dell’opera mamoiadina Tramuda Giovanni Paddeu.

Ritorno al futuro

La transumanza è oggi riconosciuta come patrimonio dell’Unesco: è la migrazione stagionale delle greggi lungo i tratturi, sentieri pietrosi o sterrati dei monti originati dal calpestio di persone e animali. A livello culturale rappresenta un’impronta antica del territorio gallurese e sardo, paesaggi che ancora custodiscono usi e costumi di intere comunità. L’obiettivo è riportare questa pratica, ancora cruciale in diverse località sarde, attraverso diverse fasi a Monte Pino, dove si trova l’originario punto di transumanza della “Fontana delle Capre”. Dallo scambio di buone pratiche tra i pascoli estivi di Pian di Selva in Corsica e Monte Pino, alla realizzazione di un nuovo ovile, con rifugi e laboratori per la produzione di formaggi caprini e ovini di montagna. Senza dimenticare l’attivazione di percorsi formativi e turistici legati all’agro-pastoralismo. Questo il progetto di rilancio. «Transumanza per noi è sviluppo sostenibile, identità culturale e biodiversità – sostiene l’assessore Sanna –. L’agricoltura è il motore della Sardegna, il settore ovino e caprino producono la percentuale di Pil più alta per la Regione».

Asse strategico

Il progetto è collegato alla Corsica, precisamente Arghjusta e Muricciu, dove ancora si pratica la transumanza. «La pastorizia rimane un pilastro fondamentale – dice il sindaco corso Paul-Jo Caitucoli –. Siamo tutti figli di questa tradizione che scomparendo farebbe perdere cultura, paesaggi e gastronomia. Perderemmo ciò che siamo». Per Caitucoli la pastorizia deve mettere al centro i giovani: «Uno strumento importante per il futuro. Bisogna creare possibilità per i ragazzi che lavorano fuori: devono avere la stessa qualità di vita di chi sta in città». La storia che lega Arghjusta e Muricciu e la Sardegna parte da lontano, quando nel 2012 Caitucoli visitò Mamoiada e vide l’installazione Tramuda di Giovanni Paddeu, dodici animali in metallo incastonati nel granito per raccontare la transumanza in Sardegna. Dopo qualche anno, in Corsica, Caitucoli fece partire il suo progetto che da quasi dieci anni vede la transumanza divisa in zone. Nel 2018 il Pian di Selva non aveva vegetazione e animali, adesso la pastorizia prosegue e il territorio compone l’asse strategico con Monte Pino per la gestione dei pascoli. «È una giornata importante per il Comune, la transumanza ci appartiene – afferma il sindaco di Telti, Vittorio Pinducciu –. Ora speriamo di coinvolgere anche Olbia e Sant’Antonio nel progetto. Non dobbiamo dimenticare le nostre origini, che sono motivo di crescita per tutti noi e senza le quali saremmo persi».

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