Furti e lancio di pietre contro il set Netflix, la vita burrascosa dell’accoltellatore
Era stato già identificato dai carabinieri dopo la sassaiola in piazza contro il set Netflix
Olbia Mohamed Maher Abdou Elkhodary, il 20enne egiziano accusato di aver ucciso a coltellate in Corso Umberto il 42enne di Barletta, Pietro Sciusco, si era reso protagonista nelle scorse settimane di episodi di criminalità, avvenuti sempre in centro, dove era solito stazionare. Era uno dei tre ragazzi che il 19 ottobre scorso aveva lanciato sassi contro il set di Netflix allestito in piazza Matteotti dov’erano in corso le riprese del film “Un weekend da bamboccioni 3”. Una pietra aveva colpito alla testa un vigilante. I tre ragazzi erano fuggiti, ma uno di loro, il 20enne egiziano, appunto, era stato rintracciato e identificato dai carabinieri di Olbia.
Il giovane era, quindi, già noto alle forze dell’ordine. Ma aveva commesso anche dei furti al supermercato SuperPan, in piazza Crispi, dove andava spesso, disturbando e creando problemi a clienti e lavoratori. Alla fine, il posto scelto per nascondersi dopo l’accoltellamento del 42enne e sfuggire alle ricerche dei carabinieri – una villetta disabitata in via Genova, dove è stato trovato –, non era molto lontano da quelle zone.
Forse sapeva già che in quella casa avrebbe potuto trovare riparo. Magari c’era già stato. Ma questo non si sa. Ciò che è certo, è che si è nascosto al primo piano dell’abitazione, perché il piano terra era murato. Mohamed Abdou Elkhodary è salito fin su attraverso una scala che, poi, ha fatto sparire. Quando i carabinieri hanno capito che poteva nascondersi lì, perché, visto i precedenti fatti, era quello il suo raggio d’azione, hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. E attraverso la loro scala hanno raggiunto il 20enne che si era arroccato al primo piano. Nella villetta, i militari hanno trovato anche altri cittadini che occupavano abusivamente l’abitazione.
Al momento non è stato trovato il coltello con cui ha sferrato i fendenti mortali contro Pietro Sciusco, al culmine di un litigio esploso non si sa ancora per quale motivo. Sempre che un motivo esista, considerato che dagli accertamenti eseguiti, è emerso che entrambi avevano bevuto e fatto uso di sostanze stupefacenti.
La svolta nelle indagini sull’omicidio da parte dei carabinieri del Reparto territoriale di Olbia, coordinati i dal tenente colonnello Nicola Pilia, è avvenuta in meno di 24 ore. A incastrare il giovanissimo cittadino egiziano – irregolare sul territorio nazionale – sono state le immagini delle telecamere delle attività commerciali che si affacciano su Corso Umberto. Gli investigatori hanno riconosciuto il ragazzo che avevano identificato giorni prima, dopo il raid al set di Netflix. Ma bisognava trovarlo. Ed è cominciata la caccia all’assassino. Mentre da una parte si lavorava per ricostruire la scena del crimine e trovare elementi per individuare il responsabile, dall’altra, i militari hanno cominciato a passare al setaccio i vari palazzi tugurio della città, dove l’autore dell’omicidio poteva essersi nascosto, con un’attenzione particolare per la villa disabitata, dove, è stato effettivamente trovato.
Da mercoledì sera, il 20enne si trova rinchiuso nel carcere di Bancali. Difeso dagli avvocati Aurora Masu e Giuseppe De Meo comparirà questa mattina nel tribunale di Tempio per la convalida dell’arresto. Il drammatico episodio è avvenuto intorno alle 17 di martedì scorso, 27 ottobre, nella parte bassa di Corso Umberto. La vittima è stata colpita da diversi fendenti al petto che hanno raggiunto polmoni e cuore, rivelandosi letali. Pietro Sciusco è morto poche ore dopo all’ospedale Giovanni Paolo II.
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