La Nuova Sardegna

Olbia

Il porto

Olbia, turismo e navi da crociera: «All’Isola Bianca un home port per gli americani»

di Giandomenico Mele
Olbia, turismo e navi da crociera: «All’Isola Bianca un home port per gli americani»

La previsione della Port Authority dopo la svolta dei voli diretti Olbia-New York

3 MINUTI DI LETTURA





Olbia Non più soltanto una tappa negli itinerari delle grandi compagnie crocieristiche, ma un porto nel quale iniziare e concludere le vacanze nel Mediterraneo. È la nuova prospettiva dell'Isola Bianca di Olbia, che punta a diventare un home port per il mercato statunitense, sfruttando le opportunità offerte dai collegamenti aerei diretti con New York di Delta air lines e United airlines. Un progetto che potrebbe cambiare il ruolo dello scalo gallurese nel sistema crocieristico internazionale, trasformando Olbia da destinazione di passaggio a punto di imbarco e sbarco dei passeggeri, con ricadute importanti sull'intera economia turistica. Il tema è stato recentemente al centro delle riflessioni di Valeria Mangiarotti, responsabile marketing e crociere dell'Autorità portuale della Sardegna, intervenuta a margine del recente convegno organizzato all'hotel Abi d'Oru di Porto Rotondo. «Guardiamo al futuro di Olbia come home port, grazie ai collegamenti diretti dell’aeroporto Costa Smeralda con gli Stati Uniti, ma valorizziamo anche il segmento luxury» ha detto la Mangiarotti.

Un ragionamento sottolineato anche dal presidente dell’Autorità portuale, Domenico Bagalà, e presente come linea strategica nell’ultimo bilancio di previsione del Comitato di gestione dell’Authority. La possibilità di collegare direttamente il mercato americano alla Gallura rappresenta, infatti, una leva strategica per attrarre compagnie interessate a sviluppare itinerari nel Mediterraneo occidentale, soprattutto nel segmento delle crociere di lusso. Una prospettiva di cui per Olbia si è iniziato a parlare circa 20 anni fa, con un’accelerazione impressa sotto la presidenza di Massimo Deiana, ma che ora prima con i numeri straordinari del turismo americano in Costa Smeralda, poi con i collegamenti diretti di Delta e United airlines con New York, ha assunto una dimensione concreta.

La differenza rispetto al tradizionale porto di transito è sostanziale. Un home port richiede infrastrutture e servizi per gestire bagagli, imbarchi, sbarchi e trasferimenti, ma genera anche una maggiore permanenza dei turisti sul territorio. I crocieristi possono arrivare uno o più giorni prima della partenza oppure prolungare il soggiorno dopo la conclusione del viaggio, alimentando la domanda di alberghi, ristoranti, trasporti e servizi turistici. In questo scenario diventa decisiva la vicinanza tra il porto Isola Bianca e l'aeroporto Costa Smeralda - Principe Karim Aga Khan IV, uno dei principali punti di forza logistici di Olbia. I voli transatlantici possono contribuire a costruire un'offerta integrata tra trasporto aereo, crociere e ospitalità, valorizzando la capacità ricettiva della Gallura e il richiamo internazionale della Costa Smeralda.

La prospettiva si inserisce nel programma promozionale 2027 dell'Autorità portuale, che dà continuità alle iniziative avviate nel 2026. La crocieristica di fascia alta costituisce uno dei tre assi della strategia, insieme al rilancio del traffico merci, con particolare attenzione al Nord Africa e al rafforzamento della presenza dei porti sardi nelle fiere internazionali della logistica. Olbia sarà inoltre protagonista del Sardinia Boat show, in programma dal 29 maggio al 6 giugno 2027, che si trasferirà da Porto Rotondo al waterfront cittadino, tra il molo Brin e il Porto Vecchio. Promossa dal Cipnes Gallura con la Regione, il Comune di Olbia, l’Autorità portuale e i Consorzi industriali di Sassari e dell’Ogliastra, la manifestazione raccoglie l’eredità della Fiera nautica di Sardegna e lascerà Porto Rotondo per spostarsi nel cuore della città, tra il molo Brin, il porto vecchio e il waterfront. Al centro, i due segmenti cardine della filiera, la costruzione e il refit delle imbarcazioni, con un’attenzione particolare al mercato statunitense, favorita dai collegamenti aerei diretti con New York, e uno spazio dedicato alla formazione, con UniOlbia e l’Università di Cagliari. Per l'Isola Bianca la sfida resta trasformare questa prospettiva in accordi operativi con le compagnie, adeguando servizi e organizzazione portuale. L'obiettivo non è soltanto aumentare il numero dei crocieristi, ma fare di Olbia una porta d'accesso stabile al Mediterraneo per i viaggiatori Usa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Sanità e fisco

Pronto soccorso e ticket mai pagati, nel sassarese l’Agenzia delle Entrate presenta il conto per 30mila prestazioni

di Luigi Soriga
Le nostre iniziative