Delirio da Covid: non esagerate, così non va

Ecco perché mandare a casa un bambino che starnutisce una o due volte non appare granché sensato in assenza di altri sintomi

Non bastava la febbre, ora c’è anche l’incubo tosse o starnuto. Basta questo perché un bimbo salti la scuola e tutta l’organizzazione familiare finisca gambe all’aria. Effetto Covid, effetto protocolli da applicare per legge ma conciliando l'esigenza di sicurezza con una buona dose di ragionevolezza. Ecco perché mandare a casa un bambino che starnutisce una o due volte non appare granché sensato in assenza di altri sintomi: la temperatura oltre 37.5 gradi innanzitutto, oppure il naso che cola, la tosse persistente o il mal di testa. Tutti possibili indizi di un'infezione. Nelle riunioni con i genitori gli insegnanti hanno spiegato che in presenza di un malessere simile il bambino deve stare a casa: inutile e soprattutto rischioso portarlo a scuola perché finirebbe nella cosiddetta "stanza Covid" isolato dal resto della classe, in attesa che la madre o il padre vadano a prenderlo. La procedura prevede che vengano avvisate le autorità sanitarie e che il piccolo sia sottoposto a controlli, da estendere ai contatti: dunque ai compagni, agli insegnanti e naturalmente ai familiari.

Se c'è un sospetto Covid, la routine quotidiana - tutti gli impegni, a partire da quelli di lavoro - resta sospesa in attesa del verdetto. Che può arrivare subito oppure dopo diversi giorni sulla base di diverse variabili: per esempio l'esito del tampone, richiesto dal pediatra per firmare il certificato che autorizza il rientro a scuola. Ecco perché uno o due starnuti non bastano per giustificare uno stop che genera allarme e disagio nell'organizzazione familiare e lavorativa. E il bambino (come l'adulto) che starnutisce non è necessariamente malato: può dipendere da uno sbalzo di temperatura come in questi giorni, da un banale raffreddamento, da un'allergia. Se negli uffici bastassero uno starnuto o un colpo di tosse per fare scattare l'allarme Covid, allora le scrivanie sarebbero semi vuote. Servono cautela e rispetto delle regole, per grandi e piccoli, ma è fondamentale in un momento così critico mantenere la lucidità. Anche i massimi esperti dell'argomento dicono che con il Covid bisogna imparare a convivere tenendo alta l'attenzione. Questo significa consentire ai bambini di fare i bambini, giocare, correre, e anche sudare, nella consapevolezza che questo potrebbe provocare tosse, starnuti e anche un vero raffreddore. Altrimenti dovremmo chiuderli dentro una campana di vetro. Anzi, meglio di no: lì dentro suderebbero.

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