Gli strappi alle regole alleati del virus

La zona bianca ha avuto come effetto l'allentamento collettivo della tensione

La vita è fatta di orizzonti che cambiano a seconda delle congiunture e dell’età. Le esigenze, i punti di vista, i compagni di strada variano e con essi le priorità. Solo due di queste esigenze primarie non subiscono modifiche perché sono scolpite nel Dna dell’essere umano: la prima è quella di vivere il più a lungo possibile e in salute, la seconda è che vivano il più a lungo possibile e in salute le persone care

Tutto il contesto può variare, ma la sopravvivenza è il terreno fertile o arido dove affonda le radici l’albero della vita di ciascuno. I frutti possono essere dolci o amari a seconda delle stagioni, quello infestante maturato negli anni del covid è velenoso.

Se è vero che i comportamenti sono dettati dalla necessità di proteggersi e di proteggere le persone amate, questo vuol anche dire che negli ultimi tempi qualcosa è cambiato nell’orizzonte della pandemia. Un gran numero di persone, come dimostrano crudamente i numeri, ha infatti smesso di avere paura del Covid e si comporta come se il virus non esistesse o come se comunque non potesse più colpirlo. Proprio come accadde alla fine dell’estate scorsa. Questi numeri allarmanti sono di certo anche effetto della zona bianca che qualcuno ha interpretato come “liberi tutti”, ma non è una spiegazione sufficiente.

Qualcosa ha riattivato il “salvavita” che il virus aveva fatto scattare, quattordici mesi fa, inducendo tutti al pieno rispetto delle regole. Sembra assurdo, ma il vaccino potrebbe essere la variabile che ha cambiato il panorama e i comportamenti di tanta gente, scatenando errori che hanno di nuovo messo le ali al virus.

Proprio l’arma con cui l’umanità sta cercando di vincere la guerra contro il covid potrebbe, come effetto collaterale e non previsto, avere generato un diffuso allentamento della tensione. Mano a mano che procede la vaccinazione, mentre le persone più avanti negli anni e i soggetti fragili vengono immunizzati (e deve finire lo spettacolo indecoroso delle code: chi ha il dovere di organizzare lo faccia nel rispetto della dignità delle persone), chi li circonda si sente meno responsabilizzato e allo stesso momento autorizzato a tornare alla vita e ai riti di prima. Probabilmente lo fa perché ritiene che la salute delle persone care, ormai vaccinate, non sia più in pericolo. Si comporta così perché non ha più paura di contrarre il virus e di infettare il proprio genitore, un nonno, un parente malato.

Naturalmente chi agisce con questa convinzione sbaglia, e del resto non è questo l’unico errore commesso durante questa campagna vaccinale. C’è chi pensa che già la prima dose del vaccino renda immuni. C’è chi è convinto di poter gettare nella spazzatura mascherine e prudenza. Ed è contro questi comportamenti che bisogna correre ai ripari, con adeguate campagne di informazione e di sensibilizzazione. Deve scattare il senso civico e l’autodifesa collettiva. I residenti nei paesi dove stanno esplodendo i contagi sanno che qualcosa non sta funzionando, conoscono i luoghi delle feste e degli spuntini, dei brindisi e dei compleanni festeggiati come se non ci fosse alcun pericolo. La ragione di queste assurde violazioni di ogni regola di prudenza e di legge non può essere solo quella della esasperazione, della ribellione dopo un lunghissimo periodo di restrizioni. Chi può faccia capire a chi sta sbagliando che sta giocando una partita truccata con il virus, che è un gran baro e vince sempre. L’uomo è un animale sociale che da oltre un anno è costretto a limitare la socialità e con essa tutti i comportamenti conseguenti: niente strette di mano, distanziamento sociale, nessun abbraccio. Ma l’uomo è anche un animale intelligente che impara dai propri errori. Un mutante che si adatta alle circostanze, nella primaria esigenza di vivere e di sorreggere le persone amate. Quindi rimettetevi le mascherine, anche se i vostri cari sono stati vaccinati, e continuate a rispettare le regole fino a quando il virus sarà un brutto ricordo. Fatelo per voi e per tutti gli altri. Perché nessuno si salva da solo.


 

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