Scientifico, maturità e polemiche

A Terralba bocciati cinque ragazzi ammessi all’esame. Il preside: percentuale altissima, è un’anomalia

TERRALBA. Tanti premi e riconoscimenti, ma anche tanti bocciati. È stata una chiusura d’anno un po’ atipica quella del liceo scientifico cittadino, che quest’anno ha visto uscire dall’esame di maturità una percentuale di non promossi abbastanza alta. Un risultato reso ancor più inaspettato dalle numerose attività scolastiche portate avanti dall’istituto e i diversi premi vinti dai ragazzi. Su due classi quinte, in tutto 30 ragazzi, infatti non hanno superato l’esame in 5, un risultato che ha suscitato perplessità soprattutto da parte degli stessi studenti e delle famiglie: «Ho accolto la notizia del non superamento dell’esame di mio figlio con profondo rammarico» racconta Pierangelo Marongiu, «dopo il buon percorso di 5 anni, dopo aver vinto l’anno scorso una borsa di studio per un soggiorno studio in America e aver conseguito lì ottimi risultati, dopo essere stato ammesso all’esame con la media del 7, sicuramente mi chiedo come sia potuto accadere questo». Una perplessità condivisa anche da altri genitori che ritengono troppo basso rispetto alla media di ammissione all’esame il punteggio ottenuto alla maturità. Ma anche i professori che hanno seguito le due quinte durante tutto l’anno non sono soddisfatti del risultato ottenuto in fase di esame: «Ciò che colpisce subito è la percentuale molto elevata, da quando esiste la possibilità di non ammettere all’esame, gli studenti che non superano la maturità non arrivano al 2%, qui invece abbiamo raggiunto il 16,6%, ci si rende subito conto che è un dato anomalo», commenta il vice preside Francesco Corona. «Non voglio entrare nel merito del lavoro della commissione, ma questo dato non rispecchia assolutamente la qualità dei ragazzi, del loro lavoro, della scuola e del nostro territorio». I professori infatti ritengono che i ragazzi con una preparazione non adeguata avessero già ricevuto uno stop con la non ammissione all’esame: «Noi abbiamo valutato il percorso dei ragazzi in questi anni, mentre all’esame è stata solo giudicata la loro prestazione, senza tener conto dell’emotività dei ragazzi, mentre un docente deve saper gestire e comprendere anche questi fattori» dice la professoressa Rosangela Melis. «La votazione non rispecchia la loro reale preparazione e siamo sicuri che all’Università avranno più successo». Medesima la posizione del dirigente scolastico Franco Frongia: «Mi dispiace dirlo ma dalla percentuale dei ragazzi bocciati è evidente che c’è qualcosa che non va, ritengo che i ragazzi non siano stati messi a proprio agio e aiutati a vivere questo momento molto delicato, perché la percentuale è davvero fuori dalla norma e parla da sola», dice il dirigente, “mentre nel corso Igea di Terralba e anche ad Ales, che fanno sempre parte del nostro istituto si sono invece avuti ottimi risultati, anche questo confronto fa pensare». Gli fa eco un altro docente, Bruno Sanna: «Non è stato minimamente considerato il lavoro di valutazione già fatto dal consiglio di classe in sede di ammissione all’esame».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes