Ambulatorio non idoneo: bloccate le sterilizzazioni
Dal primo aprile il servizio veterinario della Asl 5 ha sospeso il servizio I locali attigui all’ex mattatoio non hanno condizioni igieniche sufficienti
ORISTANO. Un difetto di comunicazione, un’incomprensione che ha portato a una dichiarazione da ritrattate. Anito Marchi, responsabile del servizio per il benessere animale e per la prevenzione del randagismo dalla Asl, ci tiene a non essere frainteso: «La sterilizzazione degli animali randagi è ferma dal primo aprile, come testimonia una lettera che ho inviato alla direzione della Asl in cui annunciavo, assieme a un collega, la sospensione del servizio».
I motivi che hanno portato alla chiusura dell’ambulatorio dell’ex mattatoio, nella zona industriale, sono quelli trapelati nei giorni scorsi: «Purtroppo non c’erano le condizioni igieniche per andare avanti», ha confermato Marchi. In altre parole, l’umidità che grondava dal tetto aveva messo a dura prova la salubrità dei locali in cui venivano operati cani e gatti randagi. Molto meno problematica, invece, la situazione relativa alla microchippatura degli animali: «C’è solo un po’ di ritardo, ma sono sicuro che si potrà risolvere entro breve tempo». I requisiti richiesti per l’impianto del chip, infatti, non sono gli stessi che servono per portare avanti il piano di sterilizzazione degli animali opsitati nei canili comunali e nelle colonie feline. Tra l’altro, il periodo in cui è avvenuto lo stop è critico per cani e gatti: «Questo è il tempo dei calori e lo stop delle sterilizzazioni potrebbe avere gravi effetti sulla spesa che gli enti pubblici dovranno sostenere per mantenere gli animali», dice ancora Marchi. Senza sterilizzazione, infatti, il numero degli “ospiti” dei canili e delle colonie feline è destinato a crescere.
Purtroppo, però, i primi effetti del fermo delle attività di sterilizzazione sono già stati avvertiti. Le liste d‘attesa, infatti, iniziano a riportare numeri su cui è obbligatorio riflettere. La situazione migliore è quella dei cani: «Non mi risultano molti animali in attesa di essere sterilizzati, saranno si e no una quindicina sparsi nei tre canili comunali della provincia e nei vari rifugi».
Diversa, invece, la situazione dei gatti: «Si tratta di un numero compreso tra le 180 e le 200 unità ospitati dalle circa 40 colonie feline dalla Provincia», conclude Marchi. Un numero destinato ad aumentare proprio a causa del blocco delle sterilizzazioni.
La palla, dunque, passa al Comune, che detiene la proprietà dell’ex mattatoio in cui venivano effettuate le sterilizzazioni e che, come ha dichiarato qualche giorno fa l’assessore Efisio Sanna, attendeva l’arrivo della bella stagione per iniziare i lavori sulla copertura dello stabile.