La Nuova Sardegna

Oristano

Giù le imposte dal 2015, meno costose Imu e Tari

di Enrico Carta
Giù le imposte dal 2015, meno costose Imu e Tari

Il nuovo piano dei tributi comunali è stato votato nei giorni scorsi dalla giunta Sparirà la tassa sulle insegne dei negozi. Più basse le aliquote per casa e rifiuti

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ORISTANO. Pagare tutti, pagare di meno. Slogan e basta? Si direbbe di no, perché nel nuovo bilancio comunale che va prendendo forma, la giunta Tendas sembra aver voltato pagina rispetto al 2014 che non è stato certo un anno leggero per le tasche dei contribuenti, anche se qualche segnale significativo di un calo dei tributi lo si è già visto con la Cosap, la tassa sui passi carrabili. Il 2015, se il piano passerà poi indenne attraverso il voto del Consiglio, sarà l’anno in cui i cittadini pagheranno meno o addirittura, come nel caso della tanto contestata imposta per le insegne pubblicitarie, non pagheranno affatto.

La proposta dell’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda, è stata approvata dalla giunta in una riunione della scorsa settimana e prevede grosse novità.

Imposta sulla pubblicità. Si passa dalla pubblicità passiva a quella attiva. La giunta si era ritrovata con un regolamento e un contratto già firmati durante il periodo di gestione commissariale, che non potevano essere ignorati. Questi prevedevano, attraverso l’affidamento a una ditta privata incaricata di controlli e misurazioni, che le attività commerciali dovessero pagare una tassa per poter esporre la propria insegna commerciale. Questa sparisce dal prossimo anno e, per le insegne commerciali sulla vetrina o sui muri del proprio negozio, non si pagherà. Chi vorrà, potrà fare pubblicità alla propria azienda su dei nuovi impianti che sorgeranno in punti strategici della città. Saranno modernissimi e prenderanno il posto di quelli arrugginiti e alquanto vetusti. «Passiamo dai muri imbrattati e dal terrore per le insegne, ai pannelli moderni», spiega l’assessore Giuseppina Uda.

L’Imu. L’imposta sugli immobili e sui terreni, che fa parte della triade di tributi chiamata Iuc, subirà notevoli variazioni. Non si pagherà, e questo è fatto notorio, per la prima casa. Restano immutate al 7,6 per millele aliquote per le imprese alle quali verranno comunque garantite le agevolazioni. Le vere novità riguardano le case in affitto, regolarmente registrate, con l’aliquota che cala dal 5,8 al 4,6 per mille, e le seconde case, al centro di una fortissima polemica. In quest’ultimo caso si scende dal 10,6 al 9,6 per mille.

La Tari. È l’imposta che sostituisce la vecchia Tares e l’ancor più datata Tarsu, alla quale si ispirerà. Il Comune dovrà coprire la spesa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e il primo risparmio arriva grazie all’appalto che è costato 600mila euro in meno del precedente senza ricadute negative. La somma totale da raggiungere è di 5 milioni e 814mila euro. Le imprese, che l’anno scorso dovevano coprire una spesa complessiva di 2 milioni e 250mila euro, ora dovranno arrivare a quota 1 milione e 931mila euro. Per le famiglie si passerà da 4 milioni e 235mila a un totale, da dividere attraverso i vari nuclei, di 3 milioni e 883mila euro. «I benefici maggiori – spiega Giuseppina Uda – li avranno i nuclei con tre o quattro componenti che sono quelli che contribuiscono in maniera più cospicua al pagamento dei servizi che il Comune eroga. Abbiamo così voluto garantire maggiore equilibrio».

La Tasi. Qui cominciano i dolori, perché questo è il nuovo tributo avuto in eredità dal governo. L’aliquota sarà però alquanto contenuta: per una casa dalla rendita catastale di 500 euro se ne pagheranno 84 con la riduzione di 50 euro se ci sono figli. Ma cos’è la Tasi? È l’imposta sui servizi indivisibili e serve a coprire i costi che il Comune affronta per l’illuminazione pubblica, la pubblica sicurezza, il verde pubblico, la manutenzione delle strade, dei cimiteri e delle spiagge.

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