La Nuova Sardegna

Oristano

BONARCADO

Sul restauro della Basilica la minoranza contro il sindaco

Sul restauro della Basilica la minoranza contro il sindaco

BONARCADO. Il restauro del tetto di una parte della Basilica minore intitolata a Santa Maria e San Romualdo, a causa del maltempo ha rischiato di produrre più danni che benefici, tanto da suscitare...

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BONARCADO. Il restauro del tetto di una parte della Basilica minore intitolata a Santa Maria e San Romualdo, a causa del maltempo ha rischiato di produrre più danni che benefici, tanto da suscitare le preoccupazioni del parroco Isidoro Meloni. I lavori, per un importo di circa 23mila euro, appaltati a un’impresa di Santu Lussurgiu, comprendevano il rifacimento del tetto della navata laterale sinistra, la ripulitura dei conci dal fango depositato dalla pioggia e dalle erbacce infiltranti. L’intervento, che si doveva concludere lo scorso mese di febbraio, é in fase di completamento. L’interno della navata oggetto del restauro, ospita la sacrestia, dove ci sono un confessionale e un armadio lignei in arte povera realizzati, presumibilmente, a fine ottocento da un artigiano seneghese di nome Tatano Manca. I due manufatti, a causa delle piogge cadute abbondantemente tra marzo e aprile, hanno rischiato di subire seri danni, per fortuna scongiurati dal parroco che ha provveduto a proteggerli coprendoli con teli di plastica. Angelo Rosas, consigliere di minoranza, sulla vicenda dice: «Anche in questo caso si è visto lo scarso interesse e la superficialità del sindaco e della sua giunta verso uno dei monumenti più importanti della cristianità in Sardegna. I lavori di ristrutturazione del tetto della navata, dovevano essere effettuati celermente proprio per evitare di incorrere nelle piogge quando erano state tolte le tegole». La basilica di Santa Maria è stata realizzata in epoca Bizantina, tra il sesto e il settimo secolo, sopra un precedente insediamento romano di età tardo imperiale, costruito a sua volta su un luogo di culto risalente al periodo nuragico. La chiesa fu intitolata alla Madonna Immacolata e nel 1110, secondo quanto attestato nel Condaghe di Santa Maria, venne ceduta ai monaci camaldolesi di San Zeno di Pisa. Nel piazzale, stando ai ricordi di alcuni anziani, ci sarebbero diverse sepolture, forse anche quella di un cavaliere templare.

Pietro Marongiu

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