La Nuova Sardegna

Oristano

Senza vita in casa, mistero sulla fine di un ex-barista

di Elia Sanna
Senza vita in casa, mistero sulla fine di un ex-barista

In via Aristana: Sabattini probabilmente ucciso da malore Ma si indaga sul decesso: quasi certamente non era solo

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ORISTANO. È stato trovato privo di vita all'interno della cucina nella sua abitazione di via Aristana, con la porta d'ingresso aperta. C'è un vero e proprio giallo dietro la morte di Antonio Sabattini, 59 anni, titolare sino a qualche anno fa del bar “Su Brugu” di piazza Sant'Efisio.

Dovrebbe averlo ucciso un malore, ma secondo la polizia l’uomo non era solo nel momento del tragico epilogo. La magistratura ha posto sotto sequestro l'abitazione ed ha richiesto una perizia medica sulla salma per fare maggiore chiarezza.

La scoperta della morte di Antonio Sabattini risale a ieri mattina alle 8,30 ma non si esclude che la morte possa risalire a lunedì. A complicare maledettamente le cose è il dettaglio della porta di ingresso della sua abitazione rimasta stranamente aperta. Ed proprio per questo dettaglio che sono emersi i dubbi da parte degli uomini della squadra mobile. All'interno della cucina sono state ritrovate delle chiare tracce che confermerebbero la presenza di altre persone. Oltre ai bicchieri, nel portacenere c'erano le cicche di diverse sigarette. Lui però non fumava da tempo. È stato il cognato a scoprire la sua morte. Dopo aver raggiunto via Aristana, ieri trafficata dal consueto mercatino ambulante, ha trovato la porta aperta e si è insospettito. Lo ha chiamato ma Antonio non ha risposto: era a terra oramai privo di vita. Gli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Pino Scrivo, hanno fatto scattare le indagini.

Sul posto è arrivata la Scientifica e sono stati effettuati i consueti rilievi di legge. La perizia medica, attesa in queste ore, dovrebbe confermare il decesso per cause naturali. Secondo i primi accertamenti è probabile che Antonio Sabattini non fosse solo al momento della morte. Chi c'era in casa con lui? Come mai le persone che erano in sua compagnia non hanno chiamato i soccorsi? Ammesso, ovviamente, che Sabattini si sia sentito male mentre c’erano i suoi ospiti.

Sono questi gli interrogativi che si pone la polizia. I suoi ospiti forse spaventati da quell'imprevedibile epilogo sarebbero scappati lasciando la porta aperta? In questo caso rischierebbero di essere accusati di omissione di soccorso. Ieri nel pomeriggio la polizia ha rintracciato una amica del defunto, una ragazza russa. Ha raccontato che Antonio si era prima sentito male ma poi si era ripreso. Non ricordava però il particolare della porta aperta.

Sempre ieri la polizia ha sentito anche un'altra coppia con la quale si erano visti pare proprio lunedì. Il magistrato di turno ha disposto una perizia medica ed ha posto sotto sequestro l'abitazione.

Molti nel quartiere di Sant'Efisio, quello dei sartiglianti, sapevano che l'uomo era ammalato da tempo, come ha ricordato anche il parroco: «Antonio non stava bene, ultimamente le sue condizioni erano peggiorate – ha spiegato don Gianfranco Murru – dopo la morte della moglie aveva venduto il bar e da allora lo si vedeva molto raramente. L'ho incontrato pochi giorni fa nell'edicola, mi ha salutato cordialmente come faceva sempre». Adesso bisognerà capire se la sua morte sia stato un evento inevitabile o se un soccorso tempestivo avrebbe potuto evitarla.

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