La Nuova Sardegna

Oristano

Bosa, mille posti letto per un turismo che non decolla

di Alessandro Farina

Il calcolo della disponibilità non tiene conto del sommerso Secondo gli operatori manca ancora una programmazione

3 MINUTI DI LETTURA





BOSA. Sole, mare piatto e temperature incandescenti hanno inaugurato con qualche giorno di anticipo l’estate 2014 nella “Città di mare e di cultura”. Così riassume la Bosa turistica un mai tramontato slogan lanciato negli anni ’80: sintesi sulle peculiarità ambientali e storiche del borgo medioevale che si affaccia sul fiume con a due passi spiagge e incontaminato litorale. Luogo ancora oggi con non poche zone d’ombra rispetto alle classiche luci, sul fronte dei servizi offerti a visitatori last minute e villeggianti e della competitività con altre località più o meno emergenti.

Sono circa mille i posti letto classificati, nelle strutture ricettive di Bosa, il 90 per cento delle quali aderiscono al Consorzio turistico Costa del Grifone. Mentre, tra non classificate e sommerso, il numero dei posti letto potrebbe toccare anche a quota 5.000.

Stando ad esempio al rapporto di Confcommercio e Crenos che «sulla base della interpolazione dei dati tra arrivi e presenze complessivi e quelli delle strutture classificate in Sardegna traccia un divario 25 per cento a 75 per cento» ovviamente a sfavore dei posti letto classificati, spiega il presidente del Consorzio Marco Francesco Mannu.

Mille posti letto che «non bastano a fare turismo, a leggere i numeri complessivi delle singole strutture e la diversa qualità offerta, che non permette di attrarre determinati segmenti di visitatori». Senza contare che «la città intera andrebbe strutturata per un’accoglienza, e servizi, che vadano oltre i soli mesi estivi del bel tempo» spiega Mannu, per quanto riguarda l’obiettivo destagionalizzazione.

Insomma per il rilancio turistico, se non proprio per il lancio, c’è ancora da pedalare. «Iniziando col determinare una strategia complessiva: dobbiamo infatti innanzi tutto determinare che tipo di turismo vogliamo e poi promuoverlo nei luoghi giusti».

Possibile risposta per gli operatori quindi il progetto Dms (Destination management system): «Una piattaforma dove in maniera coerente si riuniscono tutte le tipologie (dalla camera d’albergo al prodotto tipico, all’escursione, al noleggio barca ecc), che ci consenta di chiamarci di nuovo Sardegna. Con una stratificazione dell’offerta in base alla ricerca turistica».

In una città dove però, per tornare alle cose più semplici, «bisogna stabilire ancora quando inizia la stagione. In modo che da quella data tutto e tutti siano pronti all’accoglienza».

Con una parola che per gli operatori è perno imprescindibile su cui far ruotare le tante, ancora inespresse, potenzialità: «La programmazione».

Mentre, quando l’occhio si sposta dal generale al particolare, ancora la nuova stagione racconta di un panorama non esaltante: «Con aprile inconsistente, maggio sotto tono e giugno con parecchi punti interrogativi», conclude il presidente del Consorzio Turistico Costa del Grifone, non senza una evidente punta di amarezza condivisa con i colleghi.

La ciambella di salvataggio, come sempre, è rappresentata dai tradizionali mesi di luglio e agosto. Per l’allungamento della stagione, molto resta da fare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La storia

Villa Certosa, ora inizia la nuova era: dopo il Cavaliere l’ipotesi della residenza estiva per nababbi

di Marco Bittau
Le nostre iniziative