La Nuova Sardegna

Oristano

Scuola, ragazzi, istituzioni: il confronto dopo lo choc

di Caterina Cossu
Scuola, ragazzi, istituzioni: il confronto dopo lo choc

Assemblea dopo l’accoltellamento di una studentessa da parte di un compagno Iniziativa del Centro antiviolenza: si punta a creare uno Sportello di ascolto

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ORISTANO. Un incontro con gli alunni delle classi frequentate dai due ragazzi coinvolti nella vicenda dell’accoltellamento, se pur l’una nella parte di chi ha subito l’aggressione e l’altro dalla parte di chi ha agito con un gesto sconsiderato. Un momento di supporto ai giovani delle due classi che con i ragazzi che hanno vissuto da vicino questo fatto grave e non certo da trascurare, ma con un approccio ragionato e di aiuto dal punto di vista psicologico.

È con questo spirito che il dirigente Franco Frongia e il personale docente dell’Itis Othoca hanno contattato il Centro Antiviolenza del Comune di Oristano. Un primo incontro che ha portato nelle due classi la presenza di Giovanna Ibba, coordinatrice Centro “Donna Eleonora”, la quale ha proposto ai ragazzi un momento di educazione sentimentale e di dialogo emotivo.

«Ci siamo attivati da subito, perché ci siamo accorti che tutti eravamo in ginocchio dopo questo fatto, adulti e ragazzi, e dovevamo essere supportati da dei professionisti — ha spiegato la docente Maria Delogu, responsabile per la scuola delle Politiche di genere —. Questo primo contatto con il Centro Antiviolenza vorremmo si trasformasse in un rapporto costante e da consolidare con progetti mirati in tutte le classi».

Fino al 2009 la scuola aveva uno Sportello d’ascolto che aveva grande seguito da parte dei ragazzi e una funzione di denuncia e supporto a piccole e grandi situazione di disagio. Gli occhi ora sono puntati sul Comune: le due assessori donne Giuseppina Uda e Maria Obinu hanno già fatto sapere nell'ultima riunione di commissione Pari opportunità che i fondi del Plus si possono trovare e che gli Sportelli di ascolto potrebbero essere un progetto da attivare nelle scuole già dal prossimo anno.

«Gli interventi di sensibilizzazione nelle scuole con i ragazzi e le ragazze adolescenti sono a nostro avviso fondamentali. Gli studenti, se adeguatamente coinvolti e preparati, rispondono sempre con interesse a incontri e momenti formativi su tali tematiche e partecipano attivamente — ha spiegato la responsabile del Centro Antiviolenza, Giovana Ibba —. Introdurre il tema della violenza di genere, accompagnare i ragazzi e le ragazze a riconoscere i vari tipi di violenza, confrontarsi con loro sugli stereotipi di genere e i legami di questi con la violenza sulle donne, ma sopratutto riflettere e confrontarsi sulle loro relazioni affettive e gli stili relazionali positivi, è una parte imprescindibile dell’impegno del Centro Antiviolenza, della scuola e nel complesso di tutta la comunità impegnata nell’educazione dei giovani».

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