I missili provocano un incendio a Capo Frasca. Pigliaru attacca l'esercito: "Fatti inconcepibili"

Secondo il deputato Mauro Pili, che ha denunciato il fatto su Facebook, il rogo sarebbe scoppiato a causa di un ordigno usato per le esercitazioni. Il presidente della Regione: "Più controlli intorno ai poligoni militari"

ORISTANO. Una densa colonna di fumo, visibile a molti chilometri di distanza. A provocare l'incendio dentro i confini del Poligono militare di Capo Frasca, in Sardegna, sarebbe stata l'esplosione di una bomba utilizzata per le contestate esercitazioni militari che si svolgono regolarmente nel Poligono. Lo sostiene il deputato di Unidos Mauro Pili, che sul suo profilo Facebook ha anche postato alcune fotografie della colonna di fumo. L'esplosione risale a questa mattina, ma in un primo momento la colonna di fumo che si levava da Capo Frasca, perfettamente visibile da Marceddì, in provincia di Oristano, ha destato solo qualche curiosità.

«È inconcepibile che la Regione scopra da fonti non ufficiali che un grave incidente è avvenuto oggi a capo Frasca nel corso di una esercitazione militare». Su su quanto avvenuto oggi all'interno del poligono militare di Capo Frasca così il governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, che attacca anche la Difesa.

«Altrettanto inconcepibile - dice - che la conferma reale delle dimensioni dell'incendio arrivi solo dopo l'intervento degli uomini del nostro Corpo Forestale, e che il ministero della Difesa, da noi interpellato attraverso canali informali, parli di un piccolo incendio già domato quando invece l'elicottero del Corpo Forestale era ancora in azione alle 18.30, cinque ore dopo che il proiettile aveva innescato il fuoco». Secondo quanto ricostruito dalla Forestale le fiamme sarebbero state provocate dall'attrito di un proiettile con le rocce e di alcune deflagrazioni visibili distintamente da terra e dall'elicottero. Non è chiaro se si tratti di ordigni inesplosi o di altro. I vertici della Forestale hanno riferito alla presidenza regionale - si legge in una nota - che «il personale del poligono si è rifiutato di accompagnare a terra la squadra del Corpo Forestale, come esplicitamente richiesto per evitare le aree a rischio. La squadra è comunque entrata, ma si è dovuta ritirare quando sono avvenute nuove deflagrazioni a circa 50 metri dai mezzi».

L'opera di spegnimento è quindi andata avanti solo dall'elicottero. Un primo calcolo dell'area percorsa dal fuoco parla di 25 ettari. La Regione ricorda che ieri «con una dinamica analoga, era andato a fuoco un ettaro di cespugli e macchia mediterranea». «Abbiamo disposto che il Corpo Forestale intensifichi le azioni di monitoraggio in tutte le aree circostanti i poligoni», annuncia Pigliaru, che ricorda che «tra le richieste che portiamo fermamente avanti nel confronto con la Difesa c'è quella imprescindibile di osservatori ambientali indipendenti e come è evidente, non si può aspettare oltre».

Il governatore denuncia ancora una volta «gli alti rischi con cui i sardi sono costretti a convivere a causa della massiccia presenza di poligoni usati per le esercitazioni» e ribadisce che tra le richieste presentate al ministro della Difesa nella Conferenza nazionale sulle servitù «c'è quella di prolungare il blocco delle esercitazioni, anticipando l'inizio al primo giugno e posticipando la conclusione al 30 settembre». E il problema riguarda proprio Capo Frasca «dove il blocco delle esercitazioni è il più breve tra quelli relativi ai poligoni militari sardi, copre cioè solo luglio e agosto».

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