«Adesso lavoriamo per far ripartire la struttura»

MAGOMADAS. «Adesso ci rimbocchiamo le maniche per riportare il villaggio Turas ai massimi livelli». Questo è il pensiero di Rocco Semeraro, amministratore unico della società che gestisce i servizi...

MAGOMADAS. «Adesso ci rimbocchiamo le maniche per riportare il villaggio Turas ai massimi livelli». Questo è il pensiero di Rocco Semeraro, amministratore unico della società che gestisce i servizi nella struttura che si affaccia sulla baia dell’omonima spiaggia, sorta nei primi anni ’80 sulla collina, con base logistica nel territorio di Magomadas ed estensione in quello di Bosa. All’indomani della doppia sentenza pronunciata dal tribunale civile di Oristano, che condanna la società amministrata dagli imprenditori tedeschi – ieri hanno subito anche la condanna penale tedesca – al pagamento di un cospicuo risarcimento danni e riporta sotto la guida dell’imprenditore locale una delle strutture che per anni in passato ha garantito numeri importanti sul fronte occupazionale e della ricettività turistica in Planargia.

La vicenda aveva preso avvio nel 2001, quando tra la Centro vacanze Crastu Ruggiu Srl e la cooperativa Centro vacanze Club 2 – rispettivamente amministratore unico e gestore l’imprenditore Rocco Semeraro – siglano una contratto preliminare di vendita per vari alloggi, reception, piscina e attività commerciali e per tutto il cuore economico pulsante del villaggio Turas, con la Sbb Immo Srl. All’epoca rappresentata legalmente da Jurgen Baum, residente in Germania, e costituita con altri due soci tedeschi.

Rocco Semeraro, richiamando i dettagliati passaggi delle venticinque pagine della recente sentenza, spiage di aver allora versato solo una caparra. Nascono quindi altre società, sempre dei soci tedeschi, che ottengono «Vari contratti di locazione per la gestione dei servizi». Alla scadenza prefissata, la Sbb non salda la rata pattuita per arrivare al definitivo contratto di acquisto, eccependo varie obiezioni. Rocco Semeraro, difeso dagli avvocati Franco Tului e Maria Simona Chelo, intraprende quindi una lunga vertenza giudiziaria. La prima vittoria è del 2012, quando il tribunale civile accoglie la richiesta di sequestro cautelare e gli affida le strutture. Anche se è la sentenza del sette ottobre scorso, pronunciata dal giudice Consuelo Mighela, a dare ragione alla Crastu Ruggiu Srl su tutta la linea. Condannando tra l’altro la Sbb Immo Srl a una serie di risarcimenti e spese che a conti fatti ammontano a quasi un milione e mezzo di euro.

«Fino al 2001 avevamo quasi trenta dipendenti e, fra turisti e residenti, attorno al villaggio ruotavano mille persone, con un ricambio ogni settimana di circa 450 turisti», ricorda Rocco Semeraro. Numeri importanti per l’economia locale, su cui ora si intende nuovamente puntare attraverso il rilancio del villaggio. Con il conclusivo appello all’amministrazione comunale di Magomadas e Bosa. «Speriamo nello snellimento delle pratiche burocratiche. Servono il marciapiede e l’illuminazione per raggiungere la spiaggia di Turas», queste sono le richieste per riavvicinare al più presto il villaggio Turas al competitivo mercato delle vacanze.

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