La Nuova Sardegna

Oristano

Il Demanio non molla la Reggia

Il Demanio non molla la Reggia

No alla proposta del Comune che per il palazzo giudicale aveva offerto altre aree

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ORISTANO. L’Agenzia del Demanio non molla. Il «giù le mani dalla reggia giudicale» non sembra fare troppa presa negli attuali proprietari del palazzo degli Arborea poi diventato con il passare dei secoli il tanto famigerato carcere di piazza Manno teatro anche di epiche evasioni e fughe.

Oggi c’è chi da lì non vuole assolutamente scappare e vuol conservare per sè il simbolo della città, per secoli usurpato, devastato e proibito agli oristanesi. Dei tempi gloriosi del giudicato resta ben poco anche dal punto di vista architettonico, ma un simbolo è pur sempre tale e sono tanti coloro che vorrebbero recuperare quel pezzo di storia.

Invece nelle scorse settimane, un’altra lettera ha nuovamente raffreddato gli entusiasmi. L’Agenzia del Demanio ha risposto picche alla proposta alternativa che il Comune aveva avanzato qualche mese fa ritenendola irricevibile e preferendo proseguire nell’idea di ristrutturare l’ex reggia per trasformarla in uffici pubblici che nulla avrebbero di storico e identitario. A maggio il sindaco aveva proposto uno scambio: l’amministrazione comunale avrebbe ceduto un terreno alla periferia della città nella zona dell’ospedale e in cambio il Demanio avrebbe restituito a Oristano il palazzo degli Arborea. Invece né l’area dell’ex mattatoio di via Rockfeller né i vicini terreni di via Emilio Lussu sono state considerate come soluzioni valide.

Così si resta fermi al punto di partenza che vede l’edificio di piazza Manno come unico candidato ad ospitare l’Ufficio delle Entrate e l’Ufficio del Territorio. Il Demanio ha in cassa sette milioni e mezzo e costruire ex novo uno stabile nella zona indicata dall’Ufficio tecnico comunale ne costerebbe sei, ma evidentemente non è una questione di prezzo. E allora che si fa? L’idea dell’amministrazione è quella di non mollare. «A noi interessa che la Reggia torni alla città – dice Guido Tendas –. Fate le dovute proporzioni, ha lo stesso valore simbolico del Colosseo per Roma. Sicuramente non deciderà il Demanio da solo, ma è un problema di rapporti di forza. Se loro non sono disposti a trattare, faremo intervenire la Regione in modo da trattare sul trasferimento di beni dall’uno all’altro ente».

L’ipotesi dello scambio di proprietà resta quindi sul tavolo e appare come l’unica via percorribile. D’altro canto serve che dall’altra parte del tavolo sieda qualcuno disposto a fare un passo indietro. (e.c.)

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