Sedilo, aule inaccessibili ai disabili

Scuola primaria, la lettera di protesta di un gruppo di mamme

SEDILO. La scuola primaria è un luogo adatto ai disabili? A sollevare il dubbio sono i genitori di alcuni alunni, che in una lettera indirizzata al sindaco, al prefetto e al dirigente dell’istituto comprensivo di Ghilarza evidenziano delle carenze sul piano dell’accessibilità dell’edificio. I sedici firmatari lamentano le difficoltà incontrate dai portatori di handicap nel raggiungere le aule al piano superiore. Inefficienza dovuta, secondo gli addetti alla manutenzione, a un utilizzo non sempre corretto. Un fatto che non assolve le istituzioni competenti. «Il montascale non funziona adeguatamente per la maggior parte del tempo rendendo indispensabile trasportare di peso i bambini, un’operazione non sempre scevra da rischi quando la mole è importante o in presenza di patologia grave», rilevano i genitori.

L’ostacolo può essere aggirato e sono le stesse famiglie a suggerire come: trasferendo al pianterreno le classi frequentate dai bambini con difficoltà motorie. In apparenza la soluzione più logica, ma non in una realtà in cui la burocrazia e le esigue risorse finanziarie della scuola rendono insormontabili anche i piccoli problemi. «È da anni che pongo la questione, ma ogni volta è messa in discussione la praticabilità delle soluzioni – racconta la portavoce delle mamme – .Noi riteniamo invece che ogni adeguamento delle strutture e delle strumentazioni, inclusi gli arredi, le lavagne interattive e gli impianti di riscaldamento, sia marginale rispetto al primario interesse di accedere alle aule».

Un tentativo era già stato fatto, ma con scarsi risultati: «Alla fine dell’anno scolastico avevamo fatto un sopralluogo e manifestato al preside la volontà d’intervenire in due successivi incontri, uno dei quali alla ripresa delle lezioni - dice il sindaco Alessio Petretto -. Il dirigente aveva espresso delle riserve per il fatto che la sorveglianza dei bambini fosse demandata a un unico bidello e allora ci siamo offerti di mettere a disposizione un’altra figura. Il preside si è riservato di farci sapere, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e risolvere i problemi nel limite delle possibilità che abbiamo; l’adeguamento delle aule, del resto, non comporta difficoltà tecniche».

Maria Antonietta Cossu

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