La Nuova Sardegna

Oristano

Fumo dalle risaie: è polemica

di Michela Cuccu
Fumo dalle risaie: è polemica

Accuse della Lipu: «Danni per la salute». L’assessore: «Sono autorizzati»

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ORISTANO. “Un bel dì, vedremo levarsi un fil di fumo dall'estremo confin del mare”: l’aria forse più nota di Madame Butterfly (secondo atto, per i puristi della lirica), sembra calzi a pennello con la lettera di protesta che la Lipu ha inviato al sindaco, agli assessori all’Ambiente e alla Tutela del territorio, alla Polizia locale, al direttore dell’Ispettorato forestale e al prefetto. Solo che il “bel fil di fumo” non esce “dal camino di una nave bianca”, ma dalle risaie ed è anche molto più consistente e fastidioso per chi vive nelle vicinanze. «È consuetudine che ogni autunno, dopo la raccolta del riso, gli agricoltori diano fuoco alle stoppie invadendo la città di fumo. Tale pratica, quando si attua nelle vicinanze delle aree urbane, crea allarme per i fumi che vengono generati ed è origine di forti proteste da parte dei cittadini», hanno scritto infatti Gabriele Pinna e Paolo Pinos, portavoce e delegato provinciale della Lipu.

Gli ambientalisti hanno un sospetto, probabilmente condiviso dagli abitanti delle case vicine, costretti in questi giorni a chiudere ermeticamente le finestre: «La diffusione della combustione di scarti e rifiuti agricoli accentua il rischio che siano illecitamente bruciati anche rifiuti di altra natura. Le conseguenze sono gravissime per i cittadini che soffrono di patologie delle vie respiratorie, per bambini e ragazzi che svolgono attività sportive all’aperto e per i ricoverati e il personale dell’ospedale Ci vile in quanto molte stoppie vengono bruci ate proprio nelle vicinanze del San Martino e d egli impianti sportivi di Sa Rodia».

Se però, come scrive la Lipu «l’abbruciamento non è più un reato è anche vero che i Comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire, contingentare o vietare la combustione del materiale in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana». Esiste poi un metodo alternativo allo smaltimento delle stoppie: «lasciare la paglia in campo per procedere al suo successivo interramento».

La replica di Gianfranco Licheri, assessore comunale all’Ambiente, è immediata «Gli abbruciamenti sono regolarmente autorizzati, tuttavia il Comune solleciterà il Corpo forestale per un maggior controllo e verifica su eventuali illeciti».

Ieri i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in diverse occasioni per spegnere incendi che stavano diventando pericolosi. La Forestale ha promesso maggiori controlli.

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