«Siamo stanchi di contare le croci in quella strada»

Palmas Arborea, dopo l’incidente di domenica il comitato accusa la provincia Il portavoce: «Dalla Regione quasi 5 milioni», la replica: «Soldi mai arrivati»

PALMAS ARBOREA. In cimitero il tristissimo momento del funerale, a Tiria e nei palazzi amministrativi quello delle polemiche. Lungo la strada in cui domenica ha perso la vita il poliziotto Gianni Fois si consuma un nuovo scontro, fortunatamente questo è virtuale, sulla sicurezza per chi si trova nella zona tra la Provinciale 57 e la Provinciale 68. Così, mentre don Francesco Murana benediva la salma e un gruppo molto ristretto di familiari e colleghi gli dava l’ultimo saluto in un cerimonia particolare per via dei tempi, lontano da lì si rifletteva sul perché quella strada continui a mietere vittime e sia teatro di incidenti a raffica.

Quello capitato al ciclista domenica mattina è infatti il più recente episodio nerissimo che si registra in quell’incrocio di strade a poche decine di metri dalle prime case della borgata di Tiria. È infatti è il comitato di residenti ad accusare la Provincia, ente che dovrebbe occuparsi della sicurezza su quel tratto. Nel 2018 i residenti avevano chiesto al commissario Massimo Torrente e agli uffici del settore viabilità di avere un incontro nel quale discutere di misure di sicurezza per ovviare ai problemi che si registrano costantemente. Da allora però nessuna risposta.

Chi invece aveva risposto a una lettera dello stesso comitato era stata la Regione che aveva chiarito come da Cagliari fossero arrivati quasi 5 milioni per mettere mano alla viabilità. Sembra una somma gigantesca, ma la Provincia ribatte che è una cifra che era destinata alle manutenzioni e non a lavori pubblici e poi doveva servire a garantire interventi in tutta la rete stradale del territorio. Era un cifra già a disposizione dal 2017, è vero, ma nel frattempo, tra una frana, un cedimento e l’asfalto che si consuma ovunque, anche i soldi paiono essere finiti.

Il comitato dei residenti, guidato da Antonello Garau però insiste e chiede un intervento immediato. Il suggerimento è di sostituire l’incrocio con una rotonda, ma secondo il parere dei tecnici della Provincia non si risolverebbe il problema. La vera questione sul tavolo è che la strada è di vecchia concezione perché ora su una Provinciale non sono previste situazioni in cui siano presenti rettilinei così lunghi e quello della cosiddetta pedemontana in quel tratto è lungo ben sei chilometri.

Molti automobilisti scambiano così la strada per una pista e raggiungono velocità esagerate. Si è proposto di spianare il dosso, ma anche questa misura non è ritenuta determinante. Se gli automobilisti non rispettano il limite di velocità di 80 orari, allora vengono meno anche le possibilità di evitare incidenti – al di sotto degli 80 infatti la visibilità in prossimità dell’incrocio consente, secondo i tecnici, di guidare in totale sicurezza –.

Resta una sola possibilità attuabile. Considerando che per modificare il tracciato servirebbero tanti di quei soldi che è impossibile sperare che arrivino, non rimane che pensare a dei rallentatori. Arriveranno? «Sarebbe un primo passo importante – dice Antonello Garau. Siamo stanchi di rischiare la vita ogni giorno e non ci vogliamo abituare al rumore degli incidenti».

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