Sartiglia 2021 in formato mignon

Gli organizzatori pensano a un bis dei componidori dell’anno scorso per salvare la tradizione

ORISTANO. Le domande di ogni anno sembrano destinate a rimanere nel cassetto. Quel che resta del 2020 non sarà scandito dai soliti quesiti su chi sarà il prossimo componidori. Stavolta gli interrogativi sono altri, uno su tutti: «Si farà la Sartiglia?» E se sì, con quale formula visto che al momento sembra impensabile che ci possa essere del pubblico lungo il percorso della giostra? E quanti cavalieri vi potranno partecipare? Sull’edizione in programma il 14 e 16 febbraio prossimi incombono voci sempre più insistenti di una possibile formula ridottissima, condizionata inevitabilmente dall’andamento dell’emergenza sanitaria.

Così, tra le ipotesi in campo c’è quella di un bis dei capocorsa della passata edizione. Giusto una passerella per mantenere viva la tradizione secolare e, allo stesso tempo, evitare ad altri cavalieri di guidare una giostra che passerà alla storia, ma che saprà davvero poco di Sartiglia. Secondo quanto trapela dal gruppo organizzatore, l’alternativa più quotata sarebbe quella di riconfermare i due componidori uscenti ossia Ignazio Lombardi per il gremio dei contadini e Christian Matzutzi per quello del falegnami, i quali però ancora non sono stati interpellati. L’intento è proprio quello di evitare a un eventuale nuovo componidori di essere costretto a guidare una corsa completamente stravolta che, anche nel migliore dei casi, sarà comunque limitata nello svolgimento e nei festeggiamenti per via delle misure anticontagio.

Per ora è solo una possibilità in fase di valutazione, che prenderà più o meno forma in base all’evoluzione della pandemia nei prossimi mesi, in particolare da ottobre in poi, quando, dati dei contagi alla mano, gli organizzatori potranno prendere una decisione su che tipo di Sartiglia si potrà svolgere. Prima delle vacanze estive, il presidente dell’Istituzione Sartiglia, Luigi Cozzoli, aveva parlato di una giostra certamente diversa, che deve stare al passo coi tempi e con gli accadimenti, ma immutata nella tradizione. E così sarà anche nella peggiore delle ipotesi, ossia qualora l’emergenza sanitaria permettesse la sola vestizione del capocorsa, l’incrocio delle spade davanti al duomo e il rientro nella casa del gremio per la svestizione.

Più morbide, ma comunque decisamente d’impatto anche le altre due ipotesi di organizzazione della corsa. La più stringente vedrebbe un’edizione a porte chiuse senza pubblico, scenario comunque difficilmente realizzabile. L’altra potrebbe essere invece la realizzazione di una giostra con pubblico dietro le transenne e sulle tribune limitato a un massimo di tremila persone. Anche in questo caso però tra il dire e il fare c’è di mezzo non solo il mare, come suggerisce il detto popolare, ma anche secoli di storia. La decisione comunque non tarderà a venire, perché la preparazione dell’evento è lunga e richiede continue riunioni e una notevole gamma di misure di sicurezza. Tutto ciò stavolta va portato all’estremo.

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