Spiagge, plastica al bando in tutto il golfo di Oristano

Il golfo di Oristano

Presentato in Regione il “contratto di Costa”: interventi a difesa dell’ambiente. I litorali di undici centri saranno monitorati con il progetto Maristanis

ORISTANO. Il Golfo di Oristano sarà il primo in Sardegna a diventare plastic free. L'annuncio l’ha dato ieri mattina l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, intervenuto a presentare il “Contratto di Costa” che il prossimo novembre verrà firmato da undici sindaci dell'Oristanese e del Medio Campidano, ma anche enti pubblici e soggetti privati. Il Golfo dove sarà definitivamente bandito l'utilizzo di qualsiasi oggetto di plastica monouso, è soltanto uno degli obbiettivi È solo uno degli obiettivi contenuti nel progetto ‘Maristanis’, finanziato dalla Fondazione Mava e sviluppato dalla Fondazione Medsea che prende finalmente corpo e che si annuncia come un innovativo sistema di gestione del territorio. Un progetto ambizioso che come ha spiegato Marisa mocco della direzione regionale dell’assessorato all’Ambiente, potrebbe gettare le basi per la nascita di un futuro parco regionale. «È uno strumento indispensabile per la tutela e la valorizzazione delle qualità ambientali e paesaggistiche del territorio del Golfo di Oristano e punta ad una migliore tutela e gestione del sistema di zone umide, che in Sardegna hanno un ruolo fondamentale». Ha detto l’assessore Lampis, durante la presentazione del piano d'azione che coinvolge i comuni di Arborea, Arbus, Cabras, Guspini, Nurachi, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Vero Milis, Santa Giusta e Terralba.

«La Regione intende promuovere l'uso sostenibile delle risorse costiere e la sensibilizzazione dei cittadini su valore, conservazione e tutela delle coste – ha aggiunto Lampis – Grazie al 'Contratto' si potranno promuovere politiche di sostenibilità ambientale compatibili con quelle di sviluppo di quel territorio, fornire soluzione concrete per l'adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso la gestione-conservazione degli ecosistemi marino-costieri e realizzare un modello di sviluppo economico-sociale innovativo, basato sulla tutela delle risorse ambientali e la promozione di buone pratiche di green e blue economy che già si stanno sperimentando nel Golfo di Oristano per la creazione di nuovi posti di lavoro». I sindaci sono ottimisti: «La tutela delle zone umide è fondamentale per i nostri territori che potranno lavorare in rete per mandare avanti progetti importanti che riguardano una fetta fondamentale della nostra economia basata su pesca, agricoltura e turismo che non può non tener conto della necessità di salvaguardare la salubrità delle acque, la difesa delle coste dall'erosione, la gestione più in generale dell'intero territorio» ha detto Andrea Abis, primo cittadino di Cabras. Sulla stessa lunghezza d'onda il vice sindaco di Terralba, Simone Puddu, i sindaci di Santa Giusta, Antonello Figus e di San Vero Milis, Luigi Tedeschi. L'amministrazione comunale di Oristano, ha fatto sapere che metterà a disposizione tutti i piani già adottati, fra cui quello di adattamento ai cambiamenti climatici.

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