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Il calcio ha paura del virus: «La Figc fermi i campionati»

ALLAI. Si fa strada l’idea di un ammutinamento generale delle squadre dilettantistiche se non sarà la Figc a imporre lo stop ai campionati per evitare che i campi di calcio diventino focolai del...


06 giugno 2022 di Maria Antonietta Cossu


ALLAI. Si fa strada l’idea di un ammutinamento generale delle squadre dilettantistiche se non sarà la Figc a imporre lo stop ai campionati per evitare che i campi di calcio diventino focolai del contagio. La Polisportiva Allai ha aperto la via ritirando i suoi giocatori dalla seconda categoria dopo aver sollecitato invano alla federazione affinché sospenda le partite fino a quando non sarà rientrata l’emergenza. Anche l’Ollastra ha gettato la spugna anteponendo l’incolumità di giocatori e dirigenti alla passione e alle sanzioni che potrebbe comportare una defezione e ora è il Ruinas a meditare il forfait.

Una decisione definitiva potrebbe essere annunciata nelle prossime ore, ma, a prescindere dalla scelta, il giudizio sulla decisione di dare il via alla stagione è negativo. «Ruinas ha 670 abitanti e la nostra società sportiva è responsabile della comunità oltre che della squadra – ha dichiarato il presidente dei biancorossi, Cristian Casula –. Non viviamo di calcio e alla fine di ogni partita rientriamo in famiglia, al lavoro e nella nostra società. Nell’eventualità di un contagio metteremmo a repentaglio l’incolumità di molte persone ed esporremmo altri al rischio di chiudere le attività e di subire ulteriori perdite economiche. La tutela della salute ha la precedenza su tutto, ma ci sono anche altri aspetti da considerare, a partire dalle responsabilità che vengono scaricate sui dirigenti. Le società dilettantistiche hanno l’obbligo di attuare protocolli sanitari inapplicabili se rapportati alle risorse di cui dispongono e alle caratteristiche degli impianti. Se non sarà la Figc a fermare i campionati, tutte le squadre dovrebbero rinunciare: è un gesto di responsabilità».

L’Allai e l’Ollastra hanno già fatto da apripista. «Il nostro è un paese di 350 abitanti e finora è riuscito a preservarsi. Non possiamo vanificare sforzi e sacrifici. Dopo 40 anni si può saltare una stagione – dichiara il presidente dell’Allai, Daniel Fadda –. È una scelta difficile e siamo pronti a subirne le conseguenze se comporterà sanzioni».

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