Contagi e guerra di cifre, il sindaco sporge denuncia

Ghilarza, l’opposizione aveva criticato Licheri sulla comunicazione dei dati Il primo cittadino va dai carabinieri: «Solo io autorizzato a divulgare numeri»

GHILARZA. Sul caso dei dati relativi alla situazione epidemiologica locale divulgati dalla minoranza consiliare investigano i carabinieri della Compagnia di Ghilarza. L’indagine è scattata in seguito alla denuncia sporta dal sindaco Stefano Licheri, che non ha gradito l’intraprendenza mostrata dagli esponenti del gruppo Uniti per Crescere nel ricostruire il quadro della situazione epidemiologica ghilarzese, condito di critiche su presunti ritardi attribuiti al primo cittadino negli aggiornamenti del bollettino sanitario.

Una decina di giorni fa i consiglieri di Uniti per crescere avevano infatti rimproverato a Stefano Licheri di non informare la popolazione nei tempi dovuti sull’evoluzione della situazione legata al covid. «Esiste un problema di comunicazione all’interno del Comune e da parte del sindaco», avevano affermato la capogruppo Eugenia Usai e i consiglieri Alessandro Piras, Roberto Schirra e Federico Fodde, che per colmare le lacune nell’informazione addebitate al sindaco avevano fornito un bollettino sui soggetti positivi, sui decessi e sulle persone che si erano negativizzate dall’inizio della pandemia riportando informazioni ottenute attraverso «canali ufficiali».

Stefano Licheri aveva confutato quei dati accusando l’opposizione di aver divulgato informazioni non veritiere riguardo al numero complessivo dei contagi e delle guarigioni, ritenute dal sindaco sovrastimate. Ma a indisporre il primo cittadino era stato soprattutto il fatto che fossero state diffuse informazioni di carattere sanitario e che questo avesse comportato un’ingerenza in un ambito che, a suo dire, compete esclusivamente al sindaco in quanto responsabile comunale della salute pubblica. Accuse che ha ribadito anche ieri: «Ho sporto denuncia perché in tempo di pandemia l’unico titolato a divulgare dati di carattere sanitario è il sindaco. Inoltre i dati riportati dalla minoranza non corrispondevano al vero: il totale dei casi positivi e il numero dei soggetti guariti erano inferiori rispetto a quanto riportato dai consiglieri», ha dichiarato Licheri.

Sulla scorta delle accuse mosse dal primo cittadino l’ipotesi di reato verso cui potrebbe essere indirizzato chi indaga è di presunte violazioni sul trattamento di dati coperti dall’obbligo alla riservatezza. Siamo nel campo delle congetture, perché sarà la procura a valutare se nella vicenda si ravvisino ipotesi di reato o se tutto sia riconducibile nei confini di una schermaglia tra antagonisti politici. Che, va detto, era cominciata con la minoranza che si offriva di collaborare alla gestione dell’emergenza epidemiologica dicendosi disponibile a far parte di una cabina di regia con sindaco e maggioranza.

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