Gestione privata addio, il parco è abbandonato

Nell’area verde di Sa Maddalena imperversano i ladri e vince l’incuria La cessione a società o aziende ipotizzata nel 2016 non è mai andata a buon fine

ORISTANO. Il cancello è sparito. Mancano anche decine di pali in metallo utilizzati per chiudere la parte del parco che si affaccia sul Tirso. La rete, invece, è stata accuratamente arrotolata, ma è rimasta lì. Dai tavoli in cemento che dovevano servire per passare allegre giornate in compagnia e all’aria aperta, inoltre, mancano numerose piastrelle. E dato che l’assessore all'Ambiente Gianfranco Licheri conferma che il parco di Sa Maddalena, sulla circonvallazione che dall’ingresso nord di Oristano porta a Silì, non è al momento oggetto di lavori da parte del Comune, l’ipotesi più probabile è che qualcuno abbia deciso di portarsi via un po’ di materiale utile a chiudere qualche terreno di campagna e risparmiare così qualche migliaio di euro.

Il parco, l’unica area verde del territorio oristanese che si affaccia sul fiume, è chiuso da anni. Insieme al grande parco di Santa Petronilla, a Donigala, e ai giardini di San Martino era stato oggetto ai tempi dell’amministrazione Tendas di un bando per la concessione pluriennale a operatori privati. L’operazione cominciata nel 2016, però, non ha mai dato alcun risultato se non quello di chiudere l’accesso al pubblico a Santa Petronilla e a Sa Maddalena, mentre ai giardini pubblici di San Martino, i più antichi della città, la concessione era andata a buon fine, senza però che ci sia stato negli anni alcun miglioramento visibile nella cura dell’area.

Le idee erano molto buone. A Sa Maddalena si sarebbero dovute realizzare un’area attrezzata per la sosta dei caravan, un’area bar con servizi igienici, un’area attrezzata con giochi per bambini e soprattutto una spiaggia fluviale, cosa mai vista a Oristano. L’investimento per il primo anno sarebbe stato di 50mila euro, ma il primo anno non è mai arrivato.

Stessa cosa a Santa Petronilla, dove dapprima si era pensato alla realizzazione di un hotel per cani, un luogo dove lasciare i propri amici a quattro zampe durante le vacanze, ma dopo l’opposizione di alcuni residenti di Donigala si era preferita l’opzione di un’area di addestramento ed educazione sempre dedicata ai cani. Era necessario, però, che il Comune svolgesse alcuni lavori di sistemazione e l’intervento, partito con forte ritardo, dovrebbe essersi conclusi ad agosto, dato che il 25 gli uffici hanno approvato il certificato di regolare esecuzione delle opere che interessavano entrambi parchi. Ma non si è saputo più nulla e i parchi sono rimasti chiusi.

D’altra parte, a quattro anni dal bando non ci sarebbe nulla di strano se gli investitori privati avessero deciso di rinunciare, anche perché nel frattempo la situazione economica non è certo migliorata. «Nelle prossime settimane – assicura l’assessore Licheri – capiremo con i vincitori del bando del 2016 come andare avanti. Per i giardini di San Martino, è probabile che sia necessario rivedere la concessione e gestire direttamente come Comune la cura del verde». Intanto, il probabile ladro del cancello qualcosa di buono è riuscito a farlo: il parco è di nuovo aperto, dopo quattro anni di chiusura.

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