Riccardo morto a 18 anni, addio all’arbitro ragazzino

Santa Giusta, scuola e mondo del calcio sotto choc per la fine del giovane liceale. Il saluto dei direttori di gara: «Ci ha resi orgogliosi di lui fin dal primo giorno»

SANTA GIUSTA. Il saluto dei suoi amici arbitri sulla pagina Facebook dell’associazione provinciale è struggente, come solo lo può essere quello verso una giovane vita che se ne va. «Correre, arbitrare, vivere, come solo un ragazzo di 18 anni poteva fare: Riccardo ci ha reso orgogliosi di lui sin dal primo giorno in cui è entrato a far parte della nostra famiglia e adesso lo piangiamo, tristi, commossi, ma eternamente onorati e gratificati di averlo avuto tra noi. Un immenso abbraccio alla famiglia Ortu, da oggi la Sezione di Oristano ha una stella in più nel proprio cielo».

Ma non era solo questo Riccardo Ortu. Non era solo un giovane arbitro di belle speranze sui campi. Era un ragazzo pieno di sogni come solo a quell’età si è e così la notizia della sua morte ha fatto piombare nel lutto tantissime persone. Non è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma era purtroppo un evento con cui si era capito che si sarebbero dovuti fare i conti molto presto sin dal primo momento in cui erano apparsi i primi sintomi della malattia. Le speranze, anche in situazioni del genere, restano accese sino all’ultimo secondo, ma certe malattie non sempre danno scampo e quella di Riccardo Ortu era una di quelle, nonostante i suoi diciott’anni.

Le prime avvisaglie del male che l’ha colpito erano arrivate circa due anni fa proprio durante una partita che stava arbitrando. Aveva avuto un malessere, qualcosa di simile a uno svenimento, ma niente in quell’istante lasciava pensare che la situazione potesse essere così seria. Fatti gli accertamenti si era invece scoperto che il male era duro da sconfiggere, ma da adolescenti si prova a lottare. Si deve lottare sino a che il fisico lo consente. In questi due anni di cure però l’amara realtà è sempre più lentamente emersa sino al momento in cui il cuore di Riccardo Ortu ha smesso di battere la notte scorsa, lasciando nello sconforto i suoi familiari e tutti gli amici che ora lo piangono e si stringono attorno agli stessi familiari, increduli nonostante avessero da tempo intuito che il suo destino era segnato.

La tristezza è uscita subito dalle mura della casa di Santa Giusta dove vive la famiglia. Ha raggiunto il liceo scientifico che era stata la scuola di Riccardo e dove il padre Antonello per anni aveva insegnato matematica e fisica. Ha raggiunto Oristano dove lavora la madre del ragazzo, Simona Piras. Ha raggiunto tanti adolescenti e ha colpito al cuore il mondo dello sport, perché oltre a fischiare punizioni mentre i suoi coetanei rincorrevano il pallone, Riccardo Ortu era stato anche un tesserato della società Atletica Oristano.

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