Medicina non riapre, malati in Pronto soccorso

Ancora contagiati nel reparto che non accoglie pazienti da diversi giorni Sono però pronti i percorsi “sporco” e “pulito” e parte lo screening sul personale

ORISTANO. Liberato dal covid qualche giorno fa, il Pronto soccorso del San Martino sembra ora una succursale del reparto di Medicina. Anzi, sembra il reparto di Medicina, visto che quello vero è ancora nei fatti un reparto covid e quindi chiuso all’accesso di qualsiasi altro tipo di pazienti. Il risultato è che, se sino a qualche settimana fa a ritrovarsi ricoverati in Pronto soccorso erano malati contagiati, adesso ci sono tutti quelli che dovrebbero trovare un letto ai piani superiori dell’ospedale. Invece no, restano lì e anche trasferirli in altri ospedali sardi è impresa da fenomeni.

Chiusa la Medicina a San Gavino, chiusa la Medicina a Carbonia, aperta ma non in grado di assistere troppi pazienti quella di Bosa, con Nuoro che annaspa e prova a risollevarsi, non si trova un letto libero per i malati che dovrebbero andare in quei reparti a eccezione di Cagliari, Sassari e Olbia. La soluzione in questo momento non c’è e bisogna far di necessità virtù, così il Pronto soccorso diventa ancora una volta l’unico spazio ospedaliero a disposizione per una decina di ammalati. Una specie di rifugio ormai buono per tutte le stagioni, ma stavolta almeno gli accessi per le emergenze non sono limitati com’era accaduto quando ospitava solo pazienti covid.

Intanto si assiste a una sorta di percorso inverso tra San Gavino e Oristano. Se prima erano i pazienti oristanesi a essere dirottati verso l’ospedale del Medio Campidano, ora sta avvenendo il contrario. Il problema è che l’Ortopedia, reparto a cui sarebbero destinati, non ha sale a sufficienza per accoglierli.

Tra molte ombre si intravede anche un po’ di luce in fondo al tunnel, perché l’ufficio tecnico dell’Assl ha finalmente predisposto i tanto attesi percorsi separati per pazienti contagiati e per quelli che invece non sono entrati in contatto col covid. Nei prossimi giorni saranno finalmente utilizzabili i passaggi “sporco” e “pulito” che aumenteranno la sicurezza che da tempo viene richiesta dai medici e da tutto il personale sanitario.

Ci sono prima dei lavori da fare come la predisposizione di aree filtro e l’erezione di pareti divisorie, ma ormai dovrebbe essere la fine di quella contaminazione che, secondo i sindacati, ha messo in ginocchio l’ospedale e contribuito al focolaio del reparto di Medicina dove, tra personale e pazienti, i contagiati sono stati circa una sessantina.

L’altra buona notizia è che tutto il personale verrà sottoposto allo screening che sinora non era stato effettuato in maniera massiccia e ciò sarà fatto pressoché in contemporanea su chi all’ospedale presta il proprio servizio. Questo servirà a isolare immediatamente i positivi ed evitare così l’insorgere di nuovi contagi che blocchino l’attività di interi reparti. È esattamente quello che è accaduto in Medicina, dove la sberla della sessantina di contagiati ha mandato al tappeto un intero piano del San Martino. È lì che è ancora ospitata più di mezza dozzina di pazienti covid ed è sempre lì che il personale, già carente come organico, si ritrova con la forza lavoro ridotta al lumicino. Ci sono ancora sette medici positivi su otto, quindici infermieri su venti e più di cinque operatori socio sanitari. Serve un miracolo di Natale.

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