Il paese più piccolo della Sardegna capitale dell'enogastronomia isolana

L'Accademia, centro di eccellenza del Campidano, si trasferisce a Baradili

BARADILI. Il più piccolo comune della Sardegna diventa capitale internazionale dell’enogastronomia sarda. In realtà Baradili, con i suoi appena 78 residenti e quattro pizzerie, due delle quali ultra blasonate, era stata scelta già da qualche anno quale sede dell’Accademia Casa Puddu. Ora però, l’accademia, che in dieci anni si è conquistata l’attenzione dei più prestigiosi chef di quella cucina internazionale, che, attenti alle materie prime e alla loro provenienza e alle tradizioni, cambia nome e diventa una vera e propria Accademia Enogastronomica.

Un nuovo percorso più internazionale, che punta tutto verso il consolidamento dei rapporti non solo imprenditoriali, ma anche di trasmissione e scambio delle esperienze in un settore come la cucina. Cambia anche il logo del sodalizio, ma resta immutata la filosofia di base che portò alla nascita, nei locali dell’ex Pastificio Puddu di Siddi, dell’Accademia: l’alta formazione dei professionisti della cucina che parte da un luogo: la Marmilla.

«È stata una strada costellata da grandi soddisfazioni, quella intrapresa dai vertici aziendali, che nel corso dei primi dieci anni dell’Accademia ha visto crescere tantissimi chef di alto livello «che ora sono in giro per il mondo a fare da ambasciatori dei sapori e delle tradizioni culinarie sarde», spiegano in una nota ufficiale che non tralascia altri due traguardi: l’apertura di due pizzerie “Sa Scolla”, a Baradili e Cagliari annoverate nelle guide enogastronomiche tra le più apprezzate a livello nazionale, l’organizzazione di eventi per la promozione territoriale e recentemente gli accordi con l’università Coreana di Seoul e la Camera di Commercio Italiana delle Filippine. Proprio perché ispirata alla realtà e alle tradizioni della Marmilla, anche il nuovo nome scelto ha un carattere territoriale: Coi, in Campidanese, significa appunto cuocere.

È il presidente dell’Accademia, Gianfranco Massa, a raccontare i motivi di una scelta allora apparsa decisamente controcorrente: appunto scegliere come sede un paese piccolissimo, la cui esistenza continua ad essere minacciata dalla crisi demografica. «All’inizio del 2015, poco prima della nostra partecipazione all’Expo di Milano – racconta – ci trasferimmo a Baradili perché ci rendemmo conto della necessità di dover contare su una struttura più ampia e adeguata alle sopraggiunte esigenze di crescita aziendale. Da allora, progressivamente, il legame con “Casa Puddu” si è fatto sempre più flebile, fino a scomparire del tutto negli ultimi anni. Per questo e per rispetto della comunità che ci ospita attualmente – conclude – abbiamo deciso di togliere dal nostro nome e dal nostro logo il riferimento a “Casa Puddu”. Una scelta sofferta, ma ben ragionata e ponderata, che facciamo doverosamente senza rimpianti».
 

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