Carabine e una pistola, arrestati

Cabras, avevano armi non regolarmente detenute: due amici ai domiciliari

CABRAS. Per le strade pare che le chiacchiere si stessero moltiplicando ed è probabile che qualcuna di queste sia arrivata anche alle orecchie dei carabinieri. Del resto, oltre alle chiacchiere, pare che qualcuno avesse sentito dei rumori sin troppo somiglianti a degli spari, motivo per cui si era allarmato. Non c’erano bersagli umani, magari ci sarebbe potuto essere qualche cormorano sulla traiettoria delle pallottole o dei semplici bersagli inanimati, fatto sta che sabato, al termine di una doppia perquisizione i carabinieri hanno arrestato due persone per detenzione e porto abusivo di armi clandestine.

L’operazione dei militari è iniziata a casa di Domenico Mascia, 53 anni, ed è poi proseguita nell’abitazione di Claudio Pili, 58 anni, che di problemi con la giustizia ne ha già affrontato parecchi in passato, non ultimo uno di qualche mese fa per la coltivazione di una piccola piantagione di cannabis. Stavolta però gli uomini dell’Arma non cercavano droga, ma alcune armi. E infatti a casa di Domenico Mascia sono state ritrovate due carabine, una calibro 4,5 e una ben più pericolosa calibro 22, nonché una serie di munizioni. Le armi avevano la matricola, ma non ne era stato denunciato il possesso: dal momento che erano state acquistate all’estero, per detenerle in Sardegna bisognava espletare delle pratiche particolari di cui non c’è traccia.

Finita la prima perquisizione, i carabinieri si sono diretti nella casa di Claudio Pili, proprio su indicazione di Domenico Mascia che aveva candidamente confessato di avergli dato una pistola browing baby. Non solo, i due l’avrebbero anche portata con loro per lo meno per nasconderla, visto che l’arma è stata ritrovata al di fuori dell’abitazione nascosta in un tubo di cemento in un terreno nella sua disponibilità.

A quel punto per entrambi sono scattate le manette, col pubblico ministero Andrea Chelo che ha chiesto la custodia cautelare in carcere per entrambi. La giudice per le indagini preliminari Silvia Palmas ha sì convalidato l’arresto, ma ha anche accolto le richieste degli avvocati difensori Federico Ibba per Mascia e Fabio Costa per Pili, concedendo i domiciliari a entrambi gli indagato. Secondo le indagini, le armi sarebbero appartenute al padre di Domenico Mascia e quest’ultimo le avrebbe poi tenute con sé, azione che comunque è vietata. È meno chiara invece la questione degli spari: la approfondiranno le indagini. (e.carta)

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